Italia
Nei giorni caldi della politica la “scongiurata fusione” è al centro dello scontro
LA POLEMICA
A destra e a manca si cerca ancora di lucrare voti sulla “scongiurata” fusione con Campiglia di sei anni fa.
«Il Pd decise di chiudere il Comune di Suvereto e di fronte alla nascita del comitato del “no” pensò di mascherarsi dietro un comitato del “si” composto dagli stessi attivisti di partito e sappiamo come è andata. L’anno successivo il comitato avverso alla fusione generò la lista civica Assemblea popolare ed il Pd, certo della sconfitta, presentò una lista senza il suo nome e ricordiamo come è andata». Questa la ricostruzione di Alessandro Camerini, già coordinatore dell’ex comitato, poi presidente della lista Aps prima di lasciare la leadership a Nicola Giudici. All’insegna del “tutto falso” Camerini, oltre a lodare il governo Parodi-Pasquini, accusa il Pd di essersi inventato la divisione dei suveretani, di essersi presentato con l’ennesima «falsa veste di lista civica, aprendo una sede civetta di fronte alla propria», candidando «una signora che abita (e vota) altrove». Concludendo sulla fusione, Camerini rileva come Aps e la Pasquini allora fossero in campo, contrariamente a Cristina Solignani.
Il Pd che, col Psi, sostiene la lista Solignani, ironizza su Jessica Pasquini che «predica “rispetto e moderazione” durante la campagna elettorale, mentre i suoi più stretti sostenitori non ne hanno la minima intenzione, come le ricorrenti invettive dimostrano. L’ultima “perla” è di Alessandro Camerini, ex presidente di ApS per un breve e non indimenticabile periodo, che ha rispolverato in maniera confusionaria l’ormai sorpassata storia della “fusione”, attaccando a testa bassa in mancanza di validi ed attuali argomenti. Per schiarire una memoria piuttosto appannata, gli ricordiamo che al referendum del 2013 gli elettori Pd votarono secondo coscienza, schierandosi in larga parte per il “no”, compresi attuali dirigenti suveretani. Pare di essere ritornati al 2014, con interventi di Aps col solo fine di dividere la nostra comunità e alimentare odio e paure. Vogliamo normalità e serenità all’interno della comunità. Invitiamo pertanto Camerini e chi lo segue (o.. lo precede) a confrontarsi sui contenuti . Abbiamo preferito aprirci alla società civile appoggiando la lista indipendente “UniAmo Suvereto” – conclude il Pd – per ricucire queste fratture e con un programma credibile, unitario e di cambiamento cui hanno contribuito molti suveretani che nelle passate elezioni votarono per Aps». —M.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google