Il Tirreno

Lo sfogo del sindaco Ferrari: «Mi avete lasciato da solo»

Il sindaco Mario Ferrari
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Il sindaco Mario Ferrari

Il primo cittadino uscente replica a Nurra e va contro i suoi ex alleati in giunta: «Almeno tenetemi fuori da questa sanguinosa campagna elettorale»

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PORTOFERRAIO. «Sono rimasto quasi da solo, con l’aiuto di pochi, a cercare di portare a termine questa legislatura. Garantisco il mio impegno, ma almeno tenetemi fuori da questa sanguinosa campagna elettorale». Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio uscente risponde in questo modo all’attacco a lui rivolto dal suo ex alleato Riccardo Nurra che, ripercorrendo i cinque anni di consiliatura, ha messo pubblicamente in dubbio la leadership del sindaco, ritenuto il principale responsabile dell’implosione progressiva della giunta. Un’altra stoccata per il primo cittadino che, giovedì sera, ha assistito al confronto pubblico tra i candidati a sindaco che, di certo, non ha speso belle parole per l’amministrazione uscente. Anche per questo per Ferrari la riposta a Nurra, è un modo per sfogarsi pubblicamente, a pochi giorni dal voto.

«Se fossi stato candidato – racconta Ferrari – avrei forse capito certe affermazioni gratuite, visto che in campagna elettorale tutto o quasi è consentito; ma siccome non lo sono, mi trovo costretto mio malgrado a fare delle puntualizzazioni». La risposta è per l’ex capogruppo di maggioranza Nurra, ma si può leggere, in generale, per i suoi ex alleati, alcuni dei quali si sono candidati nelle liste di Meloni e di Di Tursi. «Basta saperlo con chi si ha a che fare, scrive Nurra, e questo – afferma Ferrari – avrebbe dovuto valere anche per me. E’ vero, avrei dovuto saperlo prima che la mia squadra presentava delle criticità nei suoi componenti, e per capirlo fino in fondo ho dovuto sbatterci la testa, dopo essermi fidato di loro. E questo non vale solo per Nurra. Ho delegato, mi sono fidato delle persone a cui ho affidato le varie deleghe».

Nurra rimprovera al sindaco di aver preso delle decisioni avventate e non condivise. «Ma pensiamo invece a cosa ha fatto lui quando un postino non meglio identificato gli piazzò nella cassetta delle lettere un documento riservato protetto dalla privacy che mi riguardava personalmente e che avrebbe dovuto rendermi incompatibile con la carica di sindaco, cosa puntualmente smentita dalla Autorità nazionale anti corruzione. Nurra e altri consiglieri comunali progettavano evidentemente di mettermi in minoranza, pensando che io stessi maturando la decisione di ricandidarmi, ma non hanno avuto dapprima il coraggio e poi la forza di farlo».

Ferrari si ritrova a guardare la campagna elettorale dall’esterno. «Non avrei voluto, al termine di questa legislatura travagliata e sfortunata, una campagna elettorale sanguinosa – racconta – ed è per questo che ho provato sollievo quando ho deciso di non ricandidarmi. Sono rimasto praticamente da solo mentre altri sono impegnati in campagna elettorale. Mi auguro – conclude il sindaco Ferrari - che i pretendenti al governo della Biscotteria e magari qualche altro ascaro in cerca di gloria e di visibilità non mi costringano ad alzare ulteriormente il coperchio su certe vicende di questi cinque anni, sulle quali sarebbe opportuno stendere un velo pietoso».

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di Redazione web