Sicurezza
Ciclabile per Baratti e possibili espropri, Wwf e 5 Stelle sostengono il no dei residenti
L’associazione ambientalista critica il progetto e il mancato coinvolgimento nella discussione sulla scelta
PIOMBINO. Si parla di ciclabile sul Reciso dal 2007 e di anno in anno è cresciuta la consapevolezza della necessità di ridurre la pressione dei mezzi (prima i maxi camper, fatto) poi le auto nel golfo di Baratti.
Fino al Piano di mobilità urbana, che almeno negli ultimi tre anni, ha visto l’assessore ai lavori pubblici Capuano passare di tavolo in tavolo (percorso partecipato) fino a un progetto con tutte le indicazioni presentate e incassando l’ok della Soprintendenza. Progetto approvato, ma preliminare, ad attuarlo penserà la prossima giunta. Intanto il quartiere raccoglie firme contro gli espropri nella sede di Populonia e un gruppo di abitanti di Baratti, si è rivolto al Wwf Livorno, «per un parere sul progetto della pista ciclo pedonale – spiega Stefano Gualerci, vicepresidente – che dovrebbe collegare la rotatoria su via della Principessa al parcheggio di Baratti1». Il Movimento 5 Stelle Piombino ricorda la proposta per Baratti «come bene da tutelare all’Unesco non certo di servizio a Poggio all’Argnello...».
Mancato coinvolgimento. «I cittadini – dice Gualerci –, alcuni dei quali vedranno espropriarsi un pezzo di terreno, sono indignati e sorpresi per non essere stati coinvolti. Viste le carte, possiamo denotare debolezze del progetto.
La Regione ha previsto la ciclopista tirrenica all’interno del programma di “mobilità sostenibile”, sarebbe stato più sensato, completare prima il tracciato principale e poi discutere le varianti secondarie. Comprendiamo l’incredulità dei proprietari interessati all’eventuale esproprio, perché la modalità con cui sono venuti a saperlo è scorretta. Se, come sostiene l’amministrazione, l’opera è inserita nel “Piano urbano di mobilità sostenibile”, pertanto lodevole, – aggiunge – a maggior ragione si rendono necessari incontri pubblici per la trasparenza dell’opera. Si è invece atteso la fine della legislatura per approvare e dare inizio al progetto, in maniera non trasparente. Su tutto il sito di Baratti vigono rigidi vincoli paesaggistici ed archeologici per tutelare la sua importanza e pertanto un coinvolgimento della cittadinanza e delle associazioni poteva dare un’altra impronta allo studio. Chi vive in zona, parla di altre strade bianche da poter sfruttare ed inserire – conferma –. Ci sarebbe stata la possibilità di sfruttare i terreni pubblici sul lato destro della strada di accesso a Baratti, per abbassare i costi e limitare contenziosi coi privati. La prima impressione che si ricava, è di un progetto fatto passare di “utilità pubblica” – dice ancora il vicepresidente Wwf –, ma in realtà a servizio della proprietà privata di Poggio all’Agnello, che ne beneficerà comunque, al di là del completamento della ciclopista tirrenica principale. Completare l’asse portante della ciclovia, prima dei rami secondari, servirebbe ad evitare il rischio di speculazioni personali da parte di privati. Ci auguriamo – chiarisce – che il passaggio in Regione e agli uffici della Soprintendenza porti in risalto i punti critici e che faccia fare un passo indietro all’amministrazione per ridiscutere il progetto con tutti gli interessati, pubblici e privati».
Patrimonio Unesco. «Il turismo lo vorremmo tutti. Vorremmo che Baratti, perla del territorio, diventasse patrimonio Unesco, che si migliorassero le condizioni del traffico al suo interno – interviene il M5S Piombino –, che si possa accedervi in maniera sostenibile, con navette spola tra Populonia e parcheggio delle Caldanelle ed anche con mezzi propri, in particolare le biciclette. Vorremmo che le ciclabili fossero un servizio alla mobilità, che rispondendo alle esigenze dei territori, diventassero per estensione anche elemento di attrazione per i turisti. Qui invece ci troviamo di fronte alla conclusione della vicenda riguardante la variante di Poggio all’Agnello, con la quale l’amministrazione ha concesso all’azienda di trasformare parte della struttura turistico-ricettiva da destinazione d’uso alberghiera a residenziale. Una variante criticata in consiglio. La società è vincolata a realizzare interventi a favore della collettività nel quartiere in cui è insediata ed ecco la progettazione della ciclabile, assolutamente necessaria per Baratti, ma non dovrà essere a servizio di un singolo. Il Quartiere di Populonia Stazione aveva elaborato un progetto, che non solo è stato ignorato dall’amministrazione, ma che rischia anche di vedersi escludere dal percorso della pista ciclabile, progettata interamente a servizio della struttura ricettiva di Poggio all’Agnello. Oltre al danno, la beffa».
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