Il Tirreno

campiglia 

Lavoro gratis per il Comune l’alternativa al carcere

Annalisa Mastellone

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campiglia. Approvato dalla giunta il protocollo d’intesa tra l’ufficio esecuzione penale esterna di Livorno e il Comune di Campiglia Marittima finalizzato all’inserimento di soggetti in esecuzione penale esterna in percorsi di riparazione a favore della collettività. In pratica, si tratta di una convenzione per far scontare alcune pene attraverso lavori di pubblica utilità nell’ambito dei servizi comunali.

Già molto Comuni hanno sottoscritto questo tipo di protocollo, che rende l’ente locale un soggetto grazie al quale si risponde al principio della riabilitazione dei condannati quale uno dei fondamenti della giustizia e della pena che non sarà punitiva ma, appunto, riabilitativa. Come spiegato nell’atto firmato dalla giunta campigliese sul finire di aprile, all’amministrazione comunale era pervenuta da parte dell’ufficio esecuzione penale esterna di Livorno la richiesta di sottoscrizione di questo protocollo.

La legge prevede simili attività di rieducazione del condannato (sancita dalla Costituzione), finalizzate al reinserimento sociale perseguito anche tramite la partecipazione all’azione rieducativa di istituzioni e associazioni. La giunta ha evidenziato che “lo svolgimento di attività non retribuite a beneficio della collettività può costituire: una forma di riparazione che il condannato pone in essere verso la collettività quale parte offesa del fatto criminoso. Un’attività di indubbia valenza per il reo in quanto momento di un processo personale e sociale di responsabilizzazione e di reintegrazione positiva nella realtà sociale, che aiuta a rinsaldare il patto di cittadinanza”. E ancora: “Un’azione che diffonde un modello di giustizia che vede o coinvolti insieme condannato, amministrazione penitenziaria e comunità sociale, e che promuove così la responsabilizzazione reciproca, la riconciliazione e la sicurezza sociale”. Ed è sulla scorta di queste considerazioni che l’amministrazione comunale ha ritenuto d’interesse aderire al protocollo, stabilendo che il numero massimo dei soggetti inseribili contemporaneamente in attività del Comune è tre, e che l’ambito di inserimento nei vari settori è “da valutare in base alle esigenze che si manifestano al momento dell’inserimento dei soggetti”.

«Come hanno già fatto altri Comuni – dice la sindaca Rossana Soffritti – con questa convenzione si instaura una collaborazione tra istituzioni. Quando la pena prevede che si debba prestare servizio di pubblica utilità, che potrebbe essere in un ufficio o nelle squadre operaie, da oggi anche il nostro Comune sarà un interlocutore del tribunale. Succede di incorrere in comportamenti sanzionati, si pensi alla guida in stato di ebbrezza o a reati che attengono ad un’attività imprenditoriale o professionale». Che conclude: «Poter scontare la pena facendo qualcosa di utile alla collettività è importante. Per esempio, essere impiegati gratuitamente nella manutenzione del territorio, supportare la protezione civile. Come alternativa al carcere è l’occasione per concepire la punizione in un’ottica rieducativa». –

Annalisa Mastellone

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