Il Tirreno

ciclabile per baratti 

C’è la petizione “no” al tracciato

Manolo Morandini
C’è la petizione “no” al tracciato

Raccolta firme promossa dal quartiere Fiorentina Populonia Gruppo intervento giuridico: «Manca l’interesse pubblico»

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Due giorni per raccogliere le firme. È la prima scadenza che si sono dati i componenti del consiglio di quartiere Fiorentina Populonia per dare voce alle loro perplessità sulla pista ciclabile di Baratti. La sottoscrizione è in calce al documento approvato nel corso dell’assemblea che si è tenuta il 15 maggio. A dividere non è la prospettiva di un percorso dedicato alle due ruote ma il tracciato che ha preso forma nel progetto realizzato con la formula della sponsorizzazione da Immobiliare Milanese 2006 Srl, la società che ha sede a Pistoia e a cui fa capo il complesso ricettivo di Poggio all’Agnello.

Le proposte avanzate dal quartiere, come risultato di un percorso partecipato che ha preso le mosse nel 2016 in vista della predisposizione del Piano urbano della mobilità sostenibile, non trovano riscontro nel progetto. Il quartiere da tempo ha messo sul tavolo del Comune una proposta che prova ad allargare la visione al potenziale di Populonia Stazione. In pratica, con il tracciato che prevede l’ingresso nel golfo con la ciclopedonale lungo il margine sud della strada asfaltata si verrebbe a escludere dal circuito Populonia Stazione. Un dato che, stando alle valutazioni del consiglio di quartiere, finirebbe per frustrare le possibilità di valorizzare e rilanciare l’economia del piccolo paese. C’è poi l’intenzione di valorizzare il reticolo di strade bianche esistenti che consente di approcciarsi al golfo apprezzandone il contesto di campagna aperta a ridosso del mare.

Non ha dubbi l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico Onlus: «Un’inutile pista ciclopedonale». L’associazione ha inoltrato il 16 maggio una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il progetto interessando il Ministero per i Beni e attività culturali, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio di Pisa e il Comune di Piombino.

«L’area interessata dal progetto di pista ciclopedonale attualmente vede coltivazioni agricole svolte da piccoli proprietari, ora in rivolta, e macchia mediterranea ed è tutelata con vincolo paesaggistico – sottolinea Stefano Deliperi per il Gruppo d’intervento giuridico –. Sono già ben presenti strade e viottoli in fondo naturale, percorsi da sempre dai residenti e frequentatori di Baratti, l’unica realmente interessata alla realizzazione dell’opera è la Immobiliare Milanese 2006 Srl, titolare del Resort Poggio all’Agnello (dove il 40% delle unità immobiliari sarebbe stato convertito a uso residenziale) e, non per coincidenza, concessionaria della realizzazione della pista ciclopedonale a proprie spese». In realtà, la società ha sponsorizzato i costi di progettazione mentre la realizzazione dell’opera è a carico del Comune di Piombino. Progetto preliminare che la giunta comunale ha approvato ritenendolo rispondente alle indicazioni “fornite dal settore Lavori pubblici in fase di elaborazione del progetto stesso – si legge nella delibera di giunta 83 del 20 marzo – ed è coerente con le previsioni contenute nel Piano urbano della mobilità sostenibile del Comune di Piombino”. L’associazione ha chiesto «la revoca degli atti autorizzatori per assenza di un reale prevalente interesse pubblico e l’inutile consumo di suolo agricolo derivante dall’eventuale realizzazione dell’opera». —

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