Gioco
300 persone in visita al rifugio del Castello tra memoria storica e grande commozione
Sin dall’incontro alla Casa delle Bifore, grande partecipazione alle iniziative nel 75° anniversario del bombardamento
PIOMBINO. Circa 300 (anche ieri) le persone che hanno visitato il rifugio sotto il Castello. A lungo in fila, nonostante la pioggia. «Ed abbiamo dovuto chiudere le prenotazioni già alle 17,30 – ricorda Silvia Gianfaldoni presidente del quartiere Porta terra Desco rimasta tutto il giorno a gestire le attese e organizzare i gruppi– Siamo molto soddisfatti, visto anche il brutto tempo...».
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A fare da guida durante il percorso già dall’ingresso del giardino privato verso l’ingresso del rifugio anti aereo “i soliti volontari della memoria” Gianpiero Vaccaro e Riccardo Pellegrini, (#PiombinoUnderground) in collaborazione col quartiere Porta a terra riusciti nell’intento di organizzare l’apertura nell’anniversario del bombardamento dove morirono 41 piombinesi (12 maggio 1944). Ieri mattina, anche col sindaco Massimo Giuliani, inaugurato un quadro - targa (che diventerà lapide in accordo con la Sovrintendenza) in memoria dei cittadini uccisi dalle bombe. «Compresi i due giovani carabinieri falciati mentre aiutavano anziani e bambini a scappare – dice Gianpiero Vaccaro –. Ancor più in queste visite ci sono stati familiari di piombinesi che si erano rifugiato qui durante la Seconda guerra mondiale: ancora tanta emozione e commozione per tutti».
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Pure sabato grande partecipazione all’incontro pubblico organizzato alla Casa delle Bifore, Archivio storico “Ivan Tognarini”: qui Vaccaro ha ripercorso le vicende dei tanti rifugi di Piombino, scavati nel sottosuolo della città in tempi diversi, attraverso documenti e fotografie. Appuntamento strettamente collegato all’apertura e visita guidata del rifugio del Castello ieri, proprio nel settantacinquesimo anniversario del bombardamento del 1944 (organizzata dal Quartiere Porta a Terra Desco, associazione Microcosmo, con il patrocinio del Comune di Piombino).
Anche domenica 12, più che mai giorno del ricordo, non c’è stato posto per tutti.E già davvero tante le richieste per una nuova opportunità di “visitare e rivivere la (nostra) storia”.
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