Gioco
Pim, tutto pronto dopo mesi di attesa: manca solo la firma dell’Autorità portuale
L’azienda aspetta da febbraio il nullaosta: «Abbiamo tutte le autorizzazioni, già selezionate le imprese»
Il tribunale del riesame nei giorni scorsi ha ridotto a sei mesi (da 12) il periodo di interdizione per il presidente dell’Autorità portuale, Stefano Corsini, in merito all’inchiesta sull’utilizzo dei quattro ettari in Darsena Toscana a Livorno.
Se la riduzione dell’interdizione è in assoluto ovviamente una notizia positiva (in primis per Corsini, che tra l’altro ha preannunciato risorso in Cassazione per l’annullamento della misura) certo ribadisce non pochi problemi nei prossimi 3 mesi, considerando che Corsini dovrebbe riprendere il suo posto alla fine di agosto.
In sostanza, l’ammiraglio Pietro Verna, nominato commissario dal ministro Danilo Toninelli, ha di fronte a sé poco più di tre mesi, e la preoccupazione generale è che a questo punto siano troppo stretti i margini temporali per prendere decisioni di cui pure il porto di Piombino ha grande bisogno. Il rischio è dunque che il porto, dove a fronte di ingenti investimenti pubblici, nessuna nuova attività è stata ancora avviata, prosegua il suo periodo di stasi.
Ad esempio c’è un’azienda importante come Pim (Piombino industrie marittime) che dopo un lunghissimo periodo di gestazione del suo progetto – finalizzato alla realizzazione di una piattaforma polifunzionale di demolizione, costruzione e logistica, che prevede investimenti privati per circa 14 milioni entro il 2022) ha tutto in ordine per partire col cantiere, ma attende ancora la firma del nullaosta da parte dell’Autorità portuale.
In azienda lo attendono ormai a giorni, forse in questa settimana, ma di sicuro Pim era pronta dall’inizio dell’anno, tanto che le previsioni erano di avere le aree disponibili in febbraio, con marzo impiegato a trasportare il materiale per aprire in aprile il cantiere. Tutto ciò dopo che Pim per accelerare aveva provveduto per conto proprio agli allacci per acqua ed energia.
«Siamo pronti – dice Valerio Mulas, capo del progetto Piombino di Pim – abbiamo tutte le autorizzazioni, di tipo edilizio, ambientale, abbiamo già selezionato le ditte, per lo più locali, per le opere civili, e di ingegneria. Se siamo delusi? No perché siamo sempre più convinti di questo progetto. Certo abbiamo tutte le carte in regola, da mesi chiediamo che si chiuda questa fase, che necessita solo di una firma quando tutte le procedure sono state espletate, e che si possa iniziare a lavorare... Ci hanno assicurato che questa settimana sarà quella buona, possiamo solo aspettare».
Pim inizialmente occuperà tra le 80 e le 100 persone per allestire il cantiere, costruire il capannone, poi le vasche di raccolta e l’impianto di trattamento, su una banchina di circa 100mila metri quadrati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
