Il Tirreno

oggi alle 17 

I rifugi in città durante la guerra Una conferenza con Vaccaro

I rifugi in città durante la guerra Una conferenza con Vaccaro

Alla Casa delle Bifore lo storico racconterà il sottosuolo con foto e documenti L’iniziativa alla vigilia dell’apertura e della visita del tunnel sotto il Castello

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piombino. Oggi alle ore 17 presso la Casa delle Bifore, Archivio storico intitolato proprio di recente a “Ivan Tognarini”, si terrà un incontro pubblico durante il quale Gianpiero Vaccaro ripercorrerà la storia dei numerosi rifugi di Piombino, scavati nel sottosuolo della città in tempi diversi, attraverso documenti storici e fotografie.

L’appuntamento si inserisce nell’ambito dell’iniziativa di apertura e visita guidata del rifugio del Castello di domani, domenica 12 maggio, nel settantacinquesimo anniversario del bombardamento del 1944, organizzata dal Quartiere Porta a Terra Desco, associazione Microcosmo, con il patrocinio del Comune di Piombino.

La galleria del Castello, progettata come opera difensiva dall’ufficio tecnico comunale guidato dall’Ingegner Aulo Niccolini, rappresentava l’ampliamento del preesistente rifugio di proprietà della società Ilva, destinato in origine alle sole famiglie operaie alloggiate nel caseggiato all’angolo tra via Giordano Bruno e piazza Umberto I.

Dopo i primi bombardamenti alleati sulla città, che iniziarono dal novembre 1943 e continuarono fino al giugno del 1944, l’amministrazione comunale di Piombino si adoperò per accrescere il numero dei rifugi antiaerei, investendo nella costruzione di ricoveri in galleria, così da poter dirottare in posti piuttosto sicuri i cittadini durante i bombardamenti.

In questi otto mesi la città fu distrutta non solo nella zona industriale e portuale, zone strategiche per gli alleati che colpirono più volte, ma anche nella parte abitata. Alcune strade vennero colpite ripetutamente, in altre gli edifici furono rasi al suolo, e in altre ancora i fabbricati presero fuoco a causa delle bombe incendiarie sganciate dagli aerei.

Gravissima fu l’incursione dell’8 febbraio 1944, quando si contarono cinquantatre morti e ventinove feriti.

Molte persone morirono nel rifugio del vicolo Stretto, che fu centrato da una bomba ad alto potenziale e non resse all’urto.

Il 28 aprile Piombino subì tre incursioni consecutive, ma nella memoria collettiva dei piombinesi è rimasto impresso il bombardamento avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 maggio, durante il quale fu centrato l’imbocco del rifugio di piazza Umberto I, giungendo fino al muro posteriore del teatro Metropolitan.

Domenica, in occasione dell’apertura del rifugio, sarà anche inaugurata una lapide di marmo in ricordo di tutti quei concittadini, civili inermi, che persero la vita durante quel tragico episodio.

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di Redazione web