Gioco
I due giovani carabinieri falciati mentre aiutavano a scappare dalle bombe
G. VACCARO*
La storia di una comunità è composta di infinite storie, spesso intrecciate tra loro.
Nel ricostruire un episodio collettivo, uno qualunque, spesso queste storie individuali si svelano improvvisamente.
È il caso di quelle di due giovani.
Un ventisettenne e un ventenne, Angelo e Francesco. Due ragazzi che, nel lontano maggio del 1944, settantacinque anni fa, vestivano una divisa. Una uniforme impegnativa, specie in tempi drammatici. La divisa da carabiniere.
Di loro sappiamo davvero molto poco. Angelo Piagentini veniva dalla Garfagnana, da Castiglione. Era nato nell’agosto del 1916.
Di Francesco Soldani sappiamo solo l’età, vent’anni appunto. Dopo l’armistizio moltissimi militari dell’Arma erano stati deportati in Germania e Polonia.
L’Arma stessa, vista con sospetto dai tedeschi e dai fascisti repubblicani per la sua fedeltà al Re e alla Bandiera, era stata fatta confluire nella nuova Guardia Nazionale Repubblicana.
L’organizzazione territoriale era rimasta pressoché salda intorno ai suoi valori, spesso unico residuo e tangibile segno dell’esistenza dello Stato. I carabinieri attraversarono quel periodo terribile con sacrificio e dedizione: “usi obbedir tacendo, e tacendo morir” , recita un loro motto.
Un nome tra tutti: quello del vicebrigadiere Salvo D’Acquisto. La notte tra il 12 e il 13 maggio 1944 Angelo e Francesco, con il loro moschetto ’91 a tracolla, furono comandati in servizio presso il rifugio antiaereo del Castello, a due passi dalla loro caserma, che anche in quell’epoca era in via Giordano Bruno. Quando le bombe iniziarono a cadere, si trovavano all’esterno, ad aiutare i più lenti a raggiungere la salvezza.
C’erano molti anziani quella notte, svegliati dalle sirene. Quando la bomba esplose, uccidendo tanti innocenti, anche Angelo e Francesco furono spazzati via dalla deflagrazione.
Nel compimento del loro dovere, da servitori dello Stato. Da carabinieri.
Domenica mattina ricorderemo anche il sacrificio dimenticato di Angelo e Francesco. Settantacinque anni dopo.
Come è giusto che sia...
Storico*
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