Il Tirreno

il caso 

Può il sindaco Parodi candidarsi? La bolla del dubbio corre sui social ma si scontra con la normativa

Manolo Morandini

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piombino. C’è chi ha sperato nello sgambetto in corsa al candidato Giuliano Parodi, sindaco uscente di Suvereto. Quello più in vista, non se ne vogliano gli altri, della lista Ferrari sindaco. L’inciampo sarebbe servito nero su bianco da una norma di primo piano: l’articolo 60 del Testo unico degli enti locali. Invece, il caso che alimenta le voci sui social si sgonfia.

Tutto inizia da una lettura parziale dell’articolo 60 del testo unico. La norma elenca le cause di ineleggibilità a sindaco, ovvero quelle in virtù delle quali non si può partecipare alle elezioni. E tra queste, effettivamente, il legislatore inserisce al punto 12 anche il sindaco in carica in un altro comune. E ciò perché stando allo spirito della legge se candidato potrebbe turbare la libertà di voto degli elettori. Per non avere effetto l’ineleggibilità il sindaco dovrebbe aver dato le dimissioni. Ma a scorrere la legge il punto dirimente si trova nell’ultimo periodo del comma 3, sempre dell’articolo 60: le cause di ineleggibilità previste al numero 12 non hanno effetto nei confronti del sindaco in caso di elezioni contestuale nel comune nel quale l’interessato è già in carica e in quelle nel quale intende candidarsi. A Piombino e Suvereto si vota il 26 maggio. L’evidenza scioglie dubbi e ogni possibile riserva sulla legittimità della candidatura di Parodi a sostegno della coalizione di Francesco Ferrari, sei forze, tra liste civiche e partiti. Oltre che della lista civica Ferrari sindaco, il cui capolista è Parodi, Lavoro&Ambiente, lista Ascolta Piombino, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia-Udc. –

Manolo Morandini

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