Il Tirreno

il sindaco papi 

«Porto Azzurro diventerà una perla per i diportisti»

Dopo la sentenza definitiva che assegna al pubblico la gestione del porto il primo cittadino vuole valorizzare servizi e qualità per i turisti

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PORTO AZZURRO. «Continuare il cammino intrapreso per la gestione del nostro approdo turistico». Riprendere il discorso, dunque, da dove carte bollate e ricorsi alla magistratura l’avevano interrotto, per arrivare alla definizione del programma. Ecco l’intento perseguito dal sindaco Maurizio Papi, all’indomani della pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato cui si era appellata la società “Porto Azzurro Innovation”, dopo che sullo stesso argomento s’era espresso il Tar della Toscana. Il Consiglio aveva ribadito le stesse conclusioni del Tar, respingendo l’istanza e dando quindi ragione al sindaco e alla giunta di Porto Azzurro. «L’iter burocratico era stato avviato – continua sempre il primo cittadino – Si tratta ora di riprendere le pratiche e portarle avanti. Insomma vogliamo che il nostro specchio di mare all’interno del golfo sia amministrato come lo era in passato, muovendo i passi in conformità a quanto prescrive la legge vigente». Insomma il porto deve essere in mano pubblica. Non privata. Era stata la giunta presieduta da Luca Simoni che, a poche settimane dalla scadenza della legislatura, aveva siglato un accordo con la società privata Porto Azzurro Innovation per la concessione delle strutture portuali. In quel periodo si parlò di una consegna ventennale, a fronte di investimenti che nei primi tre anni si sarebbero attestati attorno a due milioni e 600mila euro necessari alla riqualificazione e manutenzione straordinaria del porto. «Sia ben chiara una cosa – tiene a puntualizzare sempre Maurizio Papi – io non ho niente da recriminare nei confronti della società Porto Azzurro Innovation, ci mancherebbe altro. A me interessa qualificare l’ambiente e di conseguenza il porto. Dotarlo di tutte le misure per farlo decollare ai primi posti delle graduatorie degli approdi turistici nel Mediterraneo. Ecco ciò che mi preme maggiormente». E si capisce quale fosse il piano e il programma del sindaco Papi a partire fin dai primi anni del Duemila, quando si adoperò perché la nave di linea della Toremar non soggiornasse, come aveva fatto fino a quel momento, a Porto Azzurro; ma facesse scalo solo a Rio Marina. Liberare il porto per trasformarlo da porto commerciale a porto turistico. E mattone dopo mattone, Papi ha costruito il suo teorema. «Sono convinto – continua il primo cittadino – che facendo un porto di qualità si produce anche ricchezza. Si attira una nautica da diporto di un certo livello. Che significa recare preziose occasioni all’indotto locale». E il sindaco promette di dotare le strutture portuali di tutti i servizi di cui c’è bisogno e non solo. «Il diportista deve rimanere soddisfatto della nostra accoglienza – conclude Maurizio Papi –. Deve dire sono stato bene a Porto Azzurro e voglio ritornarvi». —

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