Gioco
«Il Promontorio viene salvaguardato con la vigilanza grazie ai cacciatori»
Fulcheris (Libera caccia) e Franceschini (Federcaccia) «È un’area privata, la politica tenga conto di cosa facciamo»
PIOMBINO. «Puntuale e proprio sotto le elezioni comunali “d’aiuto al soccorso animali selvatici del Wwf” – così è definita dal “Tirreno”– Sabina Caserio torna a denunciare inesistenti problemi della caccia sul Promontorio». Ad intervenire i presidenti di Anlc (Libera caccia) e Federcaccia di Piombino Alessandro Fulcheris e Mauro Franceschini.
«Prima di analizzare le affermazioni, farcite di falsità e calunnie, vorremmo tranquillizzare la signorina e l’associazione che aiuta – spiegano –: la caccia sul promontorio non chiuderà, se ne facciano una ragione. Le forze politiche che andranno a governare sapranno come sempre conciliare le varie esigenze dei cittadini, senza farsi trascinare in posizioni oltranziste che rappresentano una minoranza. Ma veniamo alle motivazioni secondo la Caserio per arrivare al divieto di caccia sul Promontorio. In primis i – proseguono – cartelloni della sentieristica sfregiati da scritte con le bombolette, resi inservibili non certo dai seguaci di Diana. Parlando poi dei rifiuti basterebbe che venisse una volta a vedere che cosa portano via i cacciatori alle loro pulizie del bosco che fanno periodicamente, soprattutto quello che si trova nei vari stradelli che conducono al mare, altro che bossoli! Prossima pulizia programmata per il 18 maggio: la aspettiamo. È questo un motivo valido per chiudere la caccia?».
« Allora – dicono i presidenti – potremmo chiudere tutti i parchi, compreso quello di Montioni pieno di rifiuti di ogni genere. Se ci sono comportamenti illeciti, si cerchi di eliminarli e non si generalizzi in maniera strumentale. Altra motivazione priva di senso: i pallini che cospargono il terreno e danneggiano le specie selvatiche di pregio. Il problema dell’inquinamento da piombo – si sottolinea – riguarda solo le aree lacustri e fluviali, perché il piombo si deposita sul fondo e le anatre lo ingeriscono insieme al limo. Ed infatti la normativa, in queste aree già obbliga all’uso di munizioni con pallini in acciaio. Nel bosco quali sarebbero le specie danneggiate? I pettirossi? I merli? Le martore? Via, siamo seri. Oltretutto – proseguono – , i turisti che passeggiano nel bosco verrebbero inondati da fumi di scarico di motorini e di pallini che piovono dal cielo come meteoriti? Ma c’è qualcuno che crede a queste baggianate? I mezzi a due ruote sono stati autorizzati, giustamente, per raggiungere le postazioni di caccia altrimenti irraggiungibili per la loro grande distanza, ed il loro transito si limita a circa 15– 20 minuti prima dell’apertura della giornata venatoria, ed altrettanti al termine. È un inquinamento insopportabile? Sarebbe più dignitoso dire: “voglio chiudere la caccia”. Ma, la Caserio deve aver ben chiaro un particolare: il Promontorio è un’area privata. Chiudere la caccia potrebbe non significare la libera fruizione di centinaia e centinaia di turisti festanti, ma l’istituzione di un bel fondo chiuso dove nessuno possa entrare, se non dietro compenso alla proprietà. È questo che vuole la buona Sabrina? Per l’ennesima volta che la caccia sul promontorio alla migratoria si svolge per circa 40 gg l’anno ed è una tradizione radicata. I cacciatori rivendicano prerogative quali rispetto delle altre attività umane, collaborazione con gli enti pubblici, gestione del territorio, ripristino e manutenzione della sentieristica, impegno costante per gli incendi, vigilanza volontaria continua per salvaguardare un patrimonio inestimabile come il promontorio. La politica non potrà non tener conto di tutto questo».
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