Il Tirreno

l’operazione 

Barche a noleggio, scoperta maxi evasione

Manolo Morandini
Barche a noleggio, scoperta maxi evasione

San Vincenzo, all’impresa sconosciuta al Fisco la guardia di finanza contesta un fatturato di 260mila euro

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Un buco nero. Oltre 260 mila euro di ricavi sottratti alla tassazione, con un’evasione Iva per 57 mila euro. È quanto la guardia di finanza della compagnia di Piombino ha scoperto sulle banchine del porto di San Vincenzo. A generarlo è stata l’attività sommersa di una società di noleggio di imbarcazioni e natanti che da tempo operava senza alcuna evidenza contabile.

Molti turisti, stando al volume d’affari portato alla luce del sole, ricorrevano ai servizi dell’impresa non pensando di rivolgersi a un evasore totale. Stando a chi opera nel settore, per dare un ordine di grandezza dei ricavi che di generano in questo settore con uno scafo da 15 metri si può arrivare a un fatturato annuo di 60.000 euro. La cifra è quindi il frutto di un’attività portata avanti da tempo e con più imbarcazioni. Ad accendere i riflettori sul noleggio a nero è stata la crescente clientela che si stava rivolgendo all’impresa.

Crescente clientela che ha indotto le fiamme gialle della compagnia di Piombino a condurre specifici riscontri, facendo emergere l’inaspettata realtà: i numerosi servizi resi nelle acque del mar Tirreno dalla società di locazione di barche avvenivano in completa evasione d’imposta. Tanto è vero che i militari della compagnia hanno verificato che per l’attività di noleggio di imbarcazioni era stata omessa la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Iva e non erano state tenute neppure le scritture contabili obbligatorie. Insomma, un impresa fantasma. Una realtà abusiva che ha scelto il sommerso, quel mondo parallelo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle casse dello Stato, alle imprese regolari, ai consumatori.

Dall’acquisizione del fatturato attivo e passivo e grazie all’analisi e all’incrocio dei dati ottenuti in sede di accesso, la guardia di finanza di Piombino ha poi “ricostruito” i ricavi conseguiti e sottratti alla tassazione, quantificati in oltre 260 mila euro, con un’evasione di IVA per 57 mila euro. —

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