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Il rifugio del Castello sarà visitabile domenica

Gianpiero Vaccaro
Il rifugio del Castello sarà visitabile domenica

Dopo il grande successo di settembre, con oltre 800 persone nella galleria riapertura per il 75° anniversario del bombardamento del 12 maggio 1944 

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PIOMBINO. Domenica prossima, 12 maggio, dopo il grande successo dello scorso settembre, quando in poche ore fu visitato da oltre 800 persone, il rifugio antiaereo del Castello per un giorno tornerà visitabile.

La data scelta per l’apertura straordinaria, iniziativa nata dalla collaborazione del Quartiere Porta a Terra Desco e l’associazione Microcosmo, con il patrocinio del Comune di Piombino, è quella del settantacinquesimo anniversario del sanguinoso bombardamento del 12 maggio 1944.

In occasione dell’apertura del rifugio sarà inaugurata una lapide di marmo in ricordo di quanti, quella lontana notte di guerra, persero la vita.

In uno dei periodi più bui della storia della nostra comunità, la salvezza dei suoi abitanti fu affidata ai rifugi antiaerei, che in tempi diversi ed in gran numero furono scavati nel sottosuolo della città.

Tra le opere difensive più ambiziose, progettata dall’ufficio tecnico comunale guidato dall’Ingegner Aulo Niccolini, vi fu proprio la galleria del Castello, ricavata alla base del bastione Nord occidentale della antica fortezza pisana.

La nuova galleria rappresentava l’ampliamento del preesistente rifugio di proprietà della società Ilva, destinato in origine alle sole famiglie operaie alloggiate nel caseggiato all’angolo tra via Giordano Bruno e piazza Umberto I.

Una volta ultimata, la galleria avrebbe dovuto congiungere la via del Castello con via delle Mura.

I lavori, affidati all’impresario Eritreo Parenti di Piombino per un importo di 239. 400 lire, furono autorizzati dalla Prefettura di Livorno con procedura d’urgenza nel gennaio del 1943 e proseguirono fino all’autunno di quell’anno. Nel drammatico periodo successivo all’armistizio del settembre 1943 e all’occupazione tedesca, a causa della mancanza di risorse, il Comune dovette interrompere la costruzione, che non venne perciò mai portata a termine: fu ordinata l’ultimazione dei soli lavori necessari ad assicurare la stabilità delle parti fino ad allora eseguite, per una capacità teorica di circa 340 persone. Alla data del 6 settembre 1943 la galleria risultava completa di volta, muratura e pavimenti.

Nel corso di una violenta incursione aerea, la notte tra il 12 e il 13 maggio 1944, il bastione Nord occidentale del Castello fu centrato in pieno da una bomba sganciata da un bimotore inglese Vickers “Wellington” . La violenta esplosione danneggiò gravemente l’ingresso e provocò la morte di 41 persone, tra le quali i due carabinieri comandati alla guardia del rifugio, ed alcuni militari italiani e tedeschi.

La salvezza di centinaia di persone intrappolate dal crollo fu possibile grazie ad una piccola uscita di emergenza, provvidenzialmente scavata nei mesi precedenti dai volontari della Pubblica Assistenza.

Alla fine della guerra la galleria fu chiusa e pian piano cadde nell’oblìo.

A 76 anni dalla costruzione e dopo decenni di abbandono, la galleria può essere visitata in via del tutto straordinaria dai cittadini e dagli ospiti di Piombino, muta testimone di un periodo tanto difficile e doloroso del nostro recente passato. —

Gianpiero Vaccaro

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