Italia
Il prete non dice messa in onore di Napoleone: «Non posso fare tutto io»
PORTOFERRAIO. «Ho dato la mia disponibilità per la celebrazione della messa in suffragio di Napoleone alla chiesetta della Misericordia per sabato 4 o lunedì 6 maggio. Oppure per il tardo pomeriggio del 5 maggio. La richiesta non è stata accolta». Così spiega come sono andate le cose don Sergio Trespi, sacerdote della Natività in Centro storico, per il mancato rispetto della volontà espressa da Principe russo Anatolio Demidoff, imparentato con Napoleone Bonaparte. Il Principe, nel suo testamento, lasciò alla chiesetta di Portoferraio un lascito con la clausola che venisse officiata ogni anno il 5 maggio una messa in suffragio dell’Imperatore. Pratica interrotta nella ricorrenza di quest’anno proprio per il fatto che il 5 maggio abbia coinciso con la domenica. E la domenica il sacerdote è impegnato nella celebrazione di tre messe. Una quarta avrebbe comportato un problema, considerando che il sacerdote non era coadiuvato da nessun altro prete nei vari compiti ecclesiastici.
«Avevo fatto presente – continua ancora don Trespi – ad alcuni referenti del comitato che mi avevano interpellato fin dal pomeriggio di sabato 4 maggio le difficoltà cui saremo andati incontro domenica 5 maggio. Ma non si è deciso nulla. Tuttavia – conclude il prete – le intenzioni per il suffragio dell’anima di Napoleone sono state pronunciate nel corso della messa delle 11, però in Duomo». Ma i soci e gli appartenenti all’associazione revocative della “Petite Armée” non si sono dati per vinti e la cerimonia, certo non religiosa, si è tenuta lo stesso alla chiesetta della Misericordia. Sono state invitate tutte le persone interessate dalla rievocazione di Napoleone e anche alcuni rappresentanti dell’associazione culturale ‘Historiae’. «È stata una rievocazione forse assai più sentita e partecipata – afferma Leonello Balestrini, del gruppo dirigenziale di ‘Historiae’ – delle altre tenute negli anni passati. Abbiamo letto il testamento (sconosciuto ai più) di Napoleone, le lettere dell’Imperatore scritte a Sant’Elena insieme alle ultime volontà e parole pronunciate dal Generale. Infine un rappresentante della ‘Petite Armée’ ha letto la lettera di Miguel Mutoy, lo storico figurante recentemente scomparso che rappresentava il generale Bertrand nelle varie rievocazioni. Non è stata - conclude - una carnevalata». —
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