Sicurezza
Il parroco non celebra messa per Napoleone. E sui social è polemica
Il sacerdote della Natività dà forfait alla celebrazione che sarebbe dovuta essere detta in suffragio di Napoleone Bonaparte, secondo quanto disposto dal rogito lasciato alla chiesetta della Misericordia dal Principe Anatolio Demidoff
PORTOFERRAIO. Troppe messe da celebrare in Duomo e il sacerdote della Natività dà forfait alla messa che sarebbe dovuta essere detta in suffragio di Napoleone Bonaparte, secondo quanto disposto dal rogito lasciato alla chiesetta della Misericordia dal Principe Anatolio Demidoff, nipote del Generale francese. A lui si deve la realizzazione della galleria che prese il suo nome e la raccolta (oggi dispersa) dei cimeli appartenuti all’Imperatore.
Nel suo testamento dispose che ogni 5 maggio, giorno in cui Bonaparte morì a Sant’Elena, venisse officiata una messa in suffragio nella chiesetta della Misericordia di Portoferraio. Così è avvenuto per anni. Fino a ieri. La sfortuna è stata che il giorno abbia coinciso con la domenica con tre messe da celebrare in Duomo e al Santissimo Sacramento. Don Sergio Trespi, che è rimasto il solo parroco in centro, non se l’è sentita di officiarne anche una quarta, sia pure in espiazione dei peccati di colui che soggiornò da Principe sull’Isola dal maggio 1814 al febbraio 1815. Una decisione che non è stata digerita. Specie tra le persone che sono affezionati alla figura del generale e ne rinverdiscono i trascorsi e i ricordi sull’Elba. Così la notizia è deflagrata sui social dove non sono mancati i commenti (in certi casi anche sarcastici) per aver in questo modo interrotto una tradizione secolare.
«Sembrava che tutti si fossero rassegnati e infine arresi alle decisioni di don Sergio – si legge su “Camminando.org” - di non effettuare come da tradizione la ricorrenza della morte del Bonaparte. Ma probabilmente nessuno aveva fatto i conti con i fedelissimi della “Petite Armèe”. I quali, nel breve spazio di qualche ora, hanno tramutato quella che poteva considerarsi una seconda Waterloo in una vittoria». E i soldati della Petite Armèe hanno risposto da par loro al forfait del sacerdote. Cosa hanno fatto? Hanno chiamato altre persone e rappresentanti dell’associazione Historiae e, in un’atmosfera resa suggestiva ed emozionate per la presenza di alcuni dei figuranti rigorosamente in costumi d’epoca, hanno letto brani tratti dalle memorie di Napoleone a Sant’Elena. E infine, come ultimo tributo alla memoria dell’Imperatore, è stata letta una lettera inedita dello scomparso e rimpianto Miguel Mutoy, figurante sempre presente nei cortei storici che vestiva i panni del generale Bertrand.
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