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Approdo turistico pubblico: anche il Consiglio di Stato dà ragione al sindaco Papi

Approdo turistico pubblico: anche il Consiglio di Stato dà ragione al sindaco Papi

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PORTO AZZURRO. E due. Per la seconda volta consecutiva due apparati di giustizia amministrativa di Stato (Tar e Consiglio di Stato) danno ragione al sindaco Maurizio Papi sulla gestione dell’approdo turistico. Che deve essere pubblico, affidato al Comune e non a privati. Della storia che si trascina da anni, costellata di carte da bolli e ricorsi in tribunali, se ne parlerà domani in consiglio comunale. A prendere posizioni per primo era stato il Tar della Toscana che dette ragione all’amministrazione comunale e alla “Forti Yachting partners”, respingendo di fatto il ricorso presentato dalla società “Porto Azzurro Innovation”. La quale, grazie a un precedente accordo siglato con la giunta guidata dall’allora sindaco Luca Simoni, a poche settimane dalle elezioni, aspirava ad assumere la gestione dell’approdo turistico (si parlò allora di una concessione ventennale, a fronte di investimenti che nei primi tre anni si attesterebbero a 2,6 milioni di euro per la riqualificazione e per la manutenzione straordinaria del porto).. Tutto ebbe inizio a fine 2016, con la conferenza dei servizi nel corso della quale si posero le basi del progetto di gestione del porto della Porto Azzurro Innovation. Percorso che fu contestato formalmente (con due distinti ricorsi al Tar) dalla società Forti Yachting Partners, che aveva presentato domanda per la concessione marittima pluriennale e la gestione del porto, finendo per essere escluse dalla procedura.

Tuttavia nella primavera del 2017, con la campagna elettorale e il successivo cambio al timone del Comune di Porto Azzurro, il neo eletto sindaco Papi non esitò a parlare di «porto regalato» e, appena insediatosi, dispose l’annullamento della concessione e di tutti gli atti connessi al progetto di Porto Azzurro Innovation. Il risultato? Ricorso immediato della società che si dichiarava legittimata a gestire l’infrastruttura portuale e danneggiata dalla «decisione unilaterale» dell’amministrazione Papi.

Il braccio di ferro, ovviamente, ha avuto un peso decisivo - vista l’importanza della posta in palio - per il futuro del porto e della stessa amministrazione comunale longonese. Non contenti del pronunciamento del Tar toscano, i titolari della “Porto Azzurro Innovation” si sono appellati al Consiglio di Stato perché prendesse in considerazione tutta intera la vicenda. —

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