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Agricampeggi una legge regionale per salvare la stagione a rischio
Piombino, dopo i sequestri delle strutture e l'appello alle istituzioni il consigliere regionale Gianni Anselmi deposita una proposta per normare il settore
PIOMBINO. La storia va avanti da mesi. Ha investito più di una realtà agrituristica del territorio, che si è vista sigillare le strutture per l’agricampeggio. Il nodo sta nella zona grigia della legge regionale. Si ottiene l’autorizzazione all’installazione di tende glamping o case mobili ma per chi controlla quelle opere sono in violazione delle norme: strutture permanenti quando invece dovrebbero avere il carattere della precarietà. La soluzione è una legge sull’ospitalità agrituristica in spazi aperti.
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Il testo che si pone l’obiettivo di disciplinare un settore sprovvisto di apposite norme è stato depositato dal consigliere regionale Pd Gianni Anselmi , presidente della commissione Agricoltura. La stagione è alle porte. Dalla Costa degli etruschi, dove i sequestri sono iniziati a maggio dello scorso anno, nelle scorse settimane è stato lanciato un appello accorato. Non c’è più tempo. Lo hanno sottolineato a più riprese. E vista l’imminenza della stagione «cercheremo di assicurare un celere iter nelle commissioni consiliari competenti – dice Anselmi –, auspicando un largo consenso nel consiglio regionale». Insieme ad Anselmi, hanno sottoscritto la proposta il capogruppo Pd Leonardo Marras e i consiglieri del gruppo Pd.
«Lo scopo della proposta – spiega Anselmi – è rimuovere una situazione di perdurante incertezza cui è da tempo consegnato il settore del turismo all’aria aperta nelle aziende agricole, fornendo agli operatori che integrano il reddito agricolo con forme di ospitalità “preallestita” di facile rimozione, glamping, case mobili, ma anche agli organi istituzionalmente addetti al controllo riferimenti oggettivi entro i quali agire». Al progetto di legge si è arrivati dopo approfondimenti di carattere tecnico, in materia agricola e urbanistica, e l’ascolto delle rappresentanze degli operatori e dei comuni.
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«Definisce meglio di quanto oggi avviene i limiti, le tipologie e le modalità entro le quali l’agricampeggio debba essere svolto in Toscana avendo cura degli aspetti urbanistico-paesaggistici e ambientali anche con un coinvolgimento attivo dei Comuni nella scelta degli ambiti rurali destinabili a tale attività». L’equilibrio da garantire. «Con il Testo Unico del turismo recentemente approvato – prosegue – abbiamo fornito al settore del turismo all’aria aperta nuove importanti opportunità in termini di dotazioni e flessibilità gestionale e tipologica, come per esempio l’introduzione del “camping village”. Allo stesso modo e in coerenza con la nostra legge sull’agriturismo, fra le più avanzate in Italia, riteniamo utile dotare le imprese toscane di una normativa sugli agricampeggi che non ne snaturi i connotati rispetto alle forme di ricettività open air più strutturata, assoggettata a ben diversi regimi urbanistici e fiscali, ma che adegui l’offerta turistica della regione alla crescente domanda di esperienze in contesti rurali».
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