Il Tirreno

il punto sull’accoglienza in Val di cornia 

Da 596 a 345 gli immigrati nei Cas della Val di Cornia

Claudia Guarino
Da 596 a 345 gli immigrati nei Cas della Val di Cornia

Rispetto al bando ministeriale del 2017 le presenze sono in calo, restano attivi i centri più grandi della Caravella, Vivalda e Franciana

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Diminuiscono i centri di prima accoglienza per richiedenti asilo in Val di Cornia e calano, in generale, i posti assegnati al territorio. Rimangono alcuni dei cas più grandi: La Caravella, Franciana e La Vivalda. Fine dell’attività, invece, per il cas ricavato nell’hotel La rosa dei venti, alla stazione di Campiglia - chiuso pochi giorni fa – per la struttura di San Vincenzo gestita dalla Croce Rossa e per il complesso di Poggio al Turco, che ha cessato le funzioni di ospitalità già da novembre 2018. Attraverso l’ultimo bando, la prefettura di Livorno ha individuato quelli che saranno gli enti gestori dell’accoglienza - e i relativi cas – fino al 30 aprile 2021: la Croce Rossa di Piombino continuerà ad occuparsi del centro ricavato nel residence La Caravella, a Torre Mozza, per il quale è stata stabilita una capienza di 250 posti. Sempre alla Cri rimarrà l’amministrazione del centro di Franciana (50 posti), mentre la società Oltre il mare proseguirà nella gestione della Vivalda, a Suvereto, che può ospitare 45 persone. Dai risultati della procedura di gara risulta che i posti assegnati alla Val di Cornia sono inferiori rispetto ai 596 che furono destinati ai nostri Comuni con il bando del 2017. Ma vediamo, nel dettaglio, come si è ridisegnata, sul territorio, la geografia dell’accoglienza.

IL CAS PIÚ GRANDE. Il centro di maggiori dimensioni rimane quello che sorge nel residence La Caravella. La struttura è compresa nella gara prefettizia «per l’affidamento dei servizi di gestione di centri di accoglienza costituiti da singole unità abitative», come è possibile leggere nei documenti pubblicati sul sito della prefettura. La Croce Rossa di Piombino, risultata affidataria della gestione, ha presentato «un’offerta per 250 posti raggruppati in 5 reti di unità abitative di 50 ospiti ciascuna». Nel 2017 alla Caravella erano stati assegnati 300 posti. La struttura a metà marzo ospitava 215 persone e ultimamente ha accolto anche alcuni richiedenti asilo provenienti dall’ex hotel Quattro Mori di Livorno e dall’hotel La rosa dei venti di Campiglia, dopo che entrambi i centri sono stati chiusi. FRANCIANA E LA VIVALDA. La gara per «l’affidamento dei centri di accoglienza con capacità ricettiva massima di 50 posti», inoltre, ha garantito la continuità nella gestione di Franciana, centro da 50 posti assegnato alla Croce Rossa di Piombino, e della Vivalda, 45 posti affidati alla società Oltre il mare. Nel 2017 alle due strutture furono assegnati, rispettivamente, 50 e 54 posti. Il centro di Franciana a marzo ospitava 23 persone, mentre la Vivalda 27.

CAS CHIUSI. Il bando emanato dalla prefettura nel 2017 aveva assegnato anche 110 posti all’hotel La rosa dei venti, centro gestito dalla cooperativa Homo Diogene, e 19 alla struttura di Villa Gaia, amministrata, a Poggio al Turco, dall’associazione Articolo 2. Quest’ultimo cas ha cessato le sue funzioni a novembre, mentre il primo ha chiuso i battenti pochi giorni fa. «Gli ospiti sono andati via il 24 aprile – racconta Angela Di Matteo, Homo Diogene – alcuni sono stati trasferiti alla Caravella, altri alla Vivalda». La cooperativa aveva organizzato anche una bottega-laboratorio di falegnameria, aperta qualche tempo fa a Venturina. «Abbiamo chiuso anche quella – dice Di Matteo – stiamo sistemando tutto per restituire il locale ai proprietari». —



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