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Nuovo bando per i migranti 395 accolti in Val di Cornia
Piombino, le persone ospitate al residence Le Caravelle di Piombino e alla Franciana, 45 quelli accolti a Suvereto dalla Vivalda nella struttura a San Lorenzo
PIOMBINO. I primi richiedenti asilo sono partiti ieri da Livorno sui furgoni della Croce rossa italiana. Dall’ex hotel Quattro Mori di viale Carducci, affittato dall’Arci per accoglierli in Italia, sono stati trasferiti al centro di Franciana. Gli altri 26 partiranno oggi, verso l’ex residence Le Caravelle di Torre Mozza, come il primo gestito dalla Cri. Hanno salutato la città i profughi ospitati dall’Arci labronica, guidata da Marco Solimano, dopo l’aggiudicazione del nuovo bando emanato dalla prefettura in base alle direttive del ministero dell’Interno.
Vivevano e dormivano da anni nell’ex albergo Quattro Mori e all’ex Gran Sasso, ora chiusi. Lo conferma lo stesso presidente dell’associazione: «Le strutture sono chiuse, dal momento che l’ultimo ragazzo se ne è andato via. Lo dico con rammarico, ma purtroppo è così. Non c’erano più le condizioni per partecipare alla gara d’appalto. Ci chiedevano tre euro a letto, come avremmo fatto a garantire un livello adeguato e dignitoso?».
Dal Primo maggio e fino al 30 aprile 2021 – in base a quanto disposto dal decreto firmato l’8 aprile dal prefetto Gianfranco Tomao e consultabile sul sito web dell’ente – 300 migranti verranno ospitati al residence Le Caravelle di Piombino, 50 alla Franciana, 45 a Cecina (all’ex hotel Manuel) e altrettanti a Suvereto, alla Vivalda, in località San Lorenzo. Sono queste le strutture gestite dalle associazioni che si sono aggiudicate il bando pubblico, insieme all’ex Sant’Anna gestita dall’Opera trinitaria di Livorno (che continua a ospitare 125 rifugiati) e alla Misericordia di via Verdi, con 49 richiedenti asilo. Fuori sia l’Arci che il Centro servizio donne immigrate. Secondo quanto spiegato da Solimano, per l’Arci non c’erano più le condizioni per partecipare alla gara, «offrendo un servizio di accoglienza adeguato».
La prefettura aveva diviso le gare per l’accoglienza profughi in tre bandi. Il primo per le strutture fino a 50 posti, vinto dalla Croce rossa di Piombino che dislocherà 250 persone (divisi in 5 scaglioni da 50) nell’ex residence di Torre Mozza. Il secondo – dedicato a chi ospita fra le 50 e le 100 persone – se lo sono aggiudicate la stessa Cri (dislocando 50 profughi a Franciana e altri 50 alle Caravelle), la Misericordia di di via Verdi a Livorno (49) e la società Oltreilmare, che li ospiterà all’ex Manuel di Cecina (45) e altrettanti alla Vivalda di Suvereto. Gli ultimi profughi, da Livorno, andranno via oggi che è l’ultimo giorno in cui resta in vigore il vecchio bando, ormai scaduto. Secondo i calcoli di Solimano, fra Cesdi e Arci, Livorno vede allontanarsi fra i 120 e i 140 profughi. Alcuni di davano una mano pulendo piazza Cavallotti dopo il mercato. È il caso di John. «A Livorno stavo bene – dice – ci sono tante persone buone e con i dipendenti dell’hotel Quattro Mori mi trovavo bene. Mi dispiace andare via, andavo sempre a scuola». «È un ragazzo che al mercato ci ha sempre aiutato», dicono alcuni lavoratori. Come gli altri, ora è a Piombino. –
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