Il Tirreno

Due banchine del porto intitolate all'Aethalia e ad Achille Onorato

Portoferraio, le banchine del Molo Massimo porteranno il nome dello storico armatore della Moby Lines, padre di Vincenzo Onorato, e di Aethalia, il nome arcaico dell’Elba e del traghetto che per anni ha viaggiato sulla linea per Piombino

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PORTOFERRAIO. Le banchine del Molo Massimo porteranno il nome di Achille Onorato, storico armatore della Moby Lines e padre di Vincenzo Onorato, e di Aethalia, il nome arcaico dell’Elba e dello storico traghetto che per anni ha viaggiato sulla linea tra Piombino e Portoferraio. La decisione è stata assunta dalla giunta Ferrari che, nel corso della riunione dello scorso 26 aprile, ha approvato la delibera con la quale si confermano le nuove intitolazioni delle due aree portuali.

Il lato sud del Molo Massimo si chiamerà dunque “Banchina Achille Onorato”. Lo storico armatore, patriarca delle “Balene blu” che arrivò dalla sua Ponza negli anni Cinquanta e iniziò a far viaggiare i traghetti dall’Elba al porto di Piombino, morì nel 2002, lasciando la compagnia di navigazione nelle mani del figlio Vincenzo. Il lato nord del Molo Massimo in corrispondenza della zona dell’Alto Fondale, invece, sarà intitolato alla memoria di un simbolo perduto e porterà il nome “Banchina Aethalia”.

Aethahlia, infatti, è il nome della nave storica che ha traghettato generazioni di elbani in continente. Dagli anni Cinquanta e fino all’arrivo dei traghetti che ancora oggi solcano il braccio di mare tra l’Elba e Piombino. Il nome, che evoca negli elbani un’infinità di ricordi, fu attribuito alla nave della Toremar che fu portata nel canale all’inizio degli anni Novanta. Ma nel 2016 la compagnia di navigazione decise di ribattezzare il traghetto “Stelio Montomoli”, il sindacalista piombinese ed ex presidente della Toremar morto nello stesso anno.

La scelta suscitò numerose polemiche tra i cittadini elbani, affezionati al nome e al ricordo dell’Aethalia. A breve, al posto della nave, ci sarà una banchina del porto e tenere vivi i ricordi di un tempo perduto. I nuovi nomi attribuiti alle aree portuali confermano la propensione dell’amministrazione Ferrari per la toponomastica. L’ultima intitolazione è quella della via dedicata alle donne vittime di violenza, ma ricordiamo in questi anni la banchina “Elbani nel mondo”, la base di Valcarene a Leo seni, la piazza davanti alla caserma a Giulio Giusti, il teatro a Renato Cioni, la via Oriana Fallaci.

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