Il Tirreno

san vincenzo 

Guerra alla ludopatia, regole più restrittive

Guerra alla ludopatia, regole più restrittive

Il consiglio comunale ha fissato una serie di paletti sull’apertura dei centri scommesse, pubblicità e slot machine

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Regolamento comunale per la lotta alla ludopatia e per l’esercizio del gioco lecito. È stato approvato nelle scorse settimane dal consiglio comunale di San Vincenzo con i voti della maggioranza. Il regolamento recepisce la normativa nazionale e regionale toscana ed è il frutto di una collaborazione tra Comune, Libera presidio Rossella Casini e sindacato Spi Cgil. In pratica, fissa norme più restrittive e limiti riguardo all’apertura di centri scommesse e spazi gioco con vincita in denaro, con l’obiettivo di fornire una tutela ai cittadini, soprattutto a quelli più fragili.

A San Vincenzo le somme spese per il gioco d’azzardo nel 2017 sono aumentate del 265% rispetto al 2016. Si è passati da 345 euro pro capite, ripartendo la spesa totale sulla fascia di popolazione residente dai 18 anni in su, spesi nel 2016 in slot, gratta e vinci, scommesse e quant’altro, ai 940 euro del 2017, per un totale che svetta dai 2,45 milioni del 2016 ai 6,42 milioni di euro del 2017. Dati che sono stati resi pubblici a fine 2018 dall’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane, e rielaborati dal gruppo editoriale Gedi. Tra le disposizioni previste, si amplia la tipologia di luoghi da cui mantenere la distanza, si vieta la pubblicità e la collocazione di apparecchi all’esterno del locale, si escludono i titolari di sale gioco da patrocini, agevolazioni e contributi erogati dal Comune. Inoltre, vi è l’obbligo di affissione permanente nei locali di materiale informativo e di avvertimento sul rischio di dipendenza.

«Ringrazio il gruppo di lavoro e i consiglieri per questa iniziativa che consegna ad ogni Comune uno strumento di discussione e confronto – sottolinea il sindaco di San Vincenzo Massimo Bandini – attraverso cui affrontare con regole e linee d’intervento comuni un fenomeno sociale che si fa sempre più preoccupante e che anche nel nostro territorio va contrastato, a cominciare da azioni di sensibilizzazione e formazione a ogni età». Che prosegue: «Il gioco d’azzardo patologico è una malattia da cui originano disturbi comportamentali e sociologici di grande rilevanza per la tutela della salute. Abbiamo ritenuto necessario adottare un nuovo ordinamento comunale che disciplini le attività di gioco lecito, adeguandolo alla sopravvenuta normativa regionale».

Il gioco d’azzardo spesso si trasforma in una pericolosa dipendenza per le persone quando chi gioca perde la capacità di controllare volontariamente i propri comportamenti. Questa dipendenza non riguarda solo gli adulti: c’è il rischio che a diventarne vittime siano anche i più piccoli che con App e siti internet hanno facile accesso al gioco anche all’interno delle mura domestiche. «La lotta alla ludopatia è una delle nostre priorità. Ringrazio l’associazione Libera e lo Spi-Cgil per il lavoro che svolgono quotidianamente sul territorio. Bisogna essere consapevoli che non si tratta di un semplice gioco, ma di una forma di dipendenza che va combattuta e osteggiata» conclude il sindaco Bandini. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa