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Si presenta il libro su Giorgio Calandra figura di rilievo della Dc

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SAN VINCENZO. Figura di rilievo nella storia del cattolicesimo della Bassa livornese nel periodo dal 1960 al 1990, non solo sul piano politico ma anche giornalistico, culturale e religioso. Sta in questi confini il senso del libro “Fedele a Dio e all’uomo” in cui gli autori Lorenzo Bientinesi e Fiorenzo Bucci ricostruiscono attraverso materiale documentario la figura di Giorgio Calandra, morto il 23 gennaio 2007. Una dimensione della sua figura la dà lo storico locale Gianfranco Benedettini nel ricordarne l’attività da consigliere comunale per la Dc a Campiglia negli anni ’70. Tra le iniziative «ne ricordiamo una, in particolare – dice Benedettini -. La richiesta dell’aggiunta di “Terme” al nome di Venturina. Sappiamo che, Venturina Terme, esiste dal primo gennaio 2014. In quei giorni, si aprì una polemica, figuriamoci se poteva non essere così, su chi fosse stato il primo ad averci pensato». Gli autori del libro sottolineano che il pensiero di Calandra è «ancorato ai valori del cattolicesimo democratico». E ancora: «Verso i quali ha sempre mantenuto coerenza e certezza profonda a rischio, spesso, che queste potessero essere percepite come arroganza o atteggiamento fideistico». Oltre all’ottima formazione scolastica e universitaria Calandra condivideva il pensiero dei grandi del cattolicesimo d’Oltralpe, fra i quali Jacques Maritain e Emmanuel Mounier per giungere al pensiero economico di Giuseppe Toniolo e dei nostri padri costituenti cattolici. «Una peculiarità di Giorgio era la capacità di essere, in politica e nel rapporto con amici di diverso orientamento, un credente laico», sottolinea Bientinesi.

Negli anni universitari a Venturina realizzò il giornale a ciclostile “Un Quarto all’Otto”, ispirato nel nome dall’orario in cui gli studenti venturinesi salivano sul pullman che li avrebbe portati alle scuole di Piombino. Realizzò anche la rivista “Panorama Etrusco”, che spaziava dalla storia della Maremma alle inchieste sui problemi socio-economici e la politica. Calandra avrebbe dovuto partire per Roma per andare a dirigere la segreteria del deputato livornese Dc Gianfranco Merli. Ma la morte prematura del padre lo spinse a rivedere i suoi programmi e accettò la direzione dell’Azienda autonoma di soggiorno di San Vincenzo. La grande passione di Calandra, però, era la pittura e, pian piano, divenne critico d’arte. Il libro “Fedele a Dio e all’uomo, carteggio sull’esperienza politica, culturale e religiosa di Giorgio Calandra” sarà presentato domani sabato alle 16,30 presso la sala della Torre di San Vincenzo. —

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