Sicurezza
Rivellino pieno e 800 in corteo per festeggiare la Liberazione
Mai così tanta gente negli ultimi anni a celebrare il 25 Aprile Il saluto di Giuliani: «Sempre dato il massimo per la città»
Mai così tanta gente si era vista negli ultimi anni alle celebrazioni del 25 Aprile: 800 persone secondo i dati della questura hanno partecipato al corteo che cantando “Bella ciao” ha raggiunto piazza della Costituzione dove è stata deposta una corona d’alloro al momento ai Caduti. Ma anche le celebrazioni storico-politiche sono avvenute all’interno del Rivellino pieno come mai.
Grande partecipazione frutto del clima che si è creato nel Paese, con polemiche della destra sul significato del 25 aprile che ha probabilmente rafforzato la voglia di partecipazione in chi non si riconosce nella lettura di una festa puramente “comunista”, ma anche delle elezioni sempre più vicine e mai così sentite.
C’erano tutti i candidati a sindaco: Anna Tempestini, Stefano Ferrini, Daniele Pasquinelli, Fabrizio Callaioli, Francesco Ferrari. Presente anche gran parte della giunta uscente, oltre al consigliere regionale del Pd, Gianni Anselmi, a Valerio Fabiani, della direzione nazionale del Pd, agli ex sindaci Enzo Polidori e Fabio Baldassarri, al presidente dell’Anpi Mario Giannullo.
Le celebrazioni si sono aperte con l’intervento del presidente del consiglio comunale, Angelo Trotta, che ha ricordato un simbolo dell’Anpi,l’ex presidente Ilvio Milani, scomparso alcuni mesi fa, ringraziando «la città al termine di 5 anni di consiliatura».
Poi a Massimo Giuliani è toccato forse il suo discorso più difficile, essendo l’ultimo intervento pubblico: «Ho iniziato il mio mandato con le celebrazioni del Due giugno – ha detto – finisco con quelle del 25 Aprile, date importanti, riferite a valori a cui mi sono sempre ispirato in questi 5 anni, quelli della Resistenza e della Costituzione».
Un discorso mai polemico, con solo una stoccata elegante, diretta evidentemente a Ferrari: «Oggi c’è anche gente che non si è mai vista a questa manifestazione – ha detto – ma non è mai tardi per partecipare alla Festa della Liberazione». Nel suo intervento Giuliani ha sostenuto come «una comunità che dimentica la sua storia difficilmente potrà proseguire sulla strada del progresso. Ricordiamoci sempre che soli e divisi nessuno vince: questa città può farcela se riesce ad affrontare i cambiamenti ma non rinuncia a valorizzare quel cuore forte fatto di acciaio, può farcela – ha proseguito – se si stringe intorno ai suoi valori più intimi e più profondi, quelli del 25 aprile, che per noi significano antifascismo, libertà, democrazia, speranza e impegno».
Poi, con tutti i presenti in piedi ad applaudirlo, ha concluso così con la voce rotta dall’emozione: «Siamo certi di aver professato questi valori e di aver dato il massimo in ogni situazione e in ogni momento degli ultimi 5 anni, sempre e comunque per la nostra città, mai per noi stessi».
La manifestazione è stata chiusa da Catia Sonetti, piombinese, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nella provincia di Livorno (Istoreco), studiosa di storia con particolare attenzione a quella del movimento operaio e alle vicende ebraiche. Sonetti ha invitato «a non sottovalutare l’ondata xenofoba, e per questo occorre impegnarsi con i giovani. In Italia – ha proseguito – si visse una guerra civile, ma non si possono equiparare le ragioni degli uni con quelle degli altri, perché una parte combatteva per la democrazia, l’altra era alleata dei tedeschi. I partigiani furono una minoranza coraggiosa e Piombino, medaglia d’oro al valor militare, dette l’esempio con la battaglia del 10 Settembre 1943. Solo grazie all’azione dei partigiani l’Italia, che aveva avviato alla guerra, poté sedersi al tavolo della pace». —
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