Il Tirreno

25 aprile/festa nazionale  

«Dalle urla alla libertà» I ragazzi rivivono la storia

Cecilia Cecchi
«Dalle urla alla libertà» I ragazzi rivivono la storia

Gli studenti de “la Voce del bosco”protagonisti nella cerimonia di Sassetta Il sindaco Scalzini: «Insieme, unico modo per tenere viva la memoria»

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Studiare la storia per poi riviverla dai volti e dai racconti di chi c’era.

Così i ragazzi de “la Voce del bosco”, la scuola di Sassetta, hanno partecipato da protagonisti alla cerimonia del 25 aprile 2019.

Gruppo unito di ragazzi, genitori, anziani guidati dal sindaco Alessandro Scalzini. Insieme dal Comune al monumento ai caduti, davanti al cimitero di Sassetta. «Il portone pesante di ferro – sottolinea il sindaco – porta ancora le tracce delle schegge di una mina o di una raffica di mitra, non è mai stato cambiato per questo: ci ricorda la guerra...».

«Perché si festeggia il 25 aprile? – dice Scalzini – per ricordare un periodo tragico nato da errori da non ripetere e per evidenziare quegli errori: pregiudizi razziali, il coinvolgimento in una guerra inutile contro il volere del popolo. Ma soprattutto per ricordare chi ha dato la vita per la giustizia e chi ha perso la vita travolto dall’abominio della guerra».

«25 aprile – aggiunge il sindaco – per celebrare la liberazione da tutto questo, per rinforzare in tutti noi il desiderio di proteggere la pace».

«Qui Vivono per sempre Gli occhi che furono chiusi alla luce Perché tutti Li avessero aperti Per sempre» Scalzini recita Ungaretti (Per i morti della Resistenza) poi anche “Una volta avevo 17 anni” di Giuseppe Colzani. Silenzio surreale, poi la corona al monumento ai Caduti.

A guidare il corteo la filarmonica comunale di Castagneto Carducci: con l’Inno di Mameli, all’arrivo in piazza del Plebiscito. È lo storico locale Ilio Barbieri a ricordare gli eventi dall’8 settembre 1943 a dopo il 25 aprile ’45 «lotta durissima persino dentro le famiglie – dice – come a Venturina per due fratelli Zazzeri, Eros partigiano, Ulisse della Repubblica sociale italiana... Tante, troppe vittime civili spesso tra due fuochi senza la possibilità di difendersi e pure militari. A liberare i paesi, Sassetta? I Nisei, giapponesi comunque americani a difendere la libertà in Europa. Liberazione, come riappacificazione di un nuovo Paese».

Poi gli studenti di 4ª e 5ª che si sono stampati i testi con in bella vista sul retro pagina l’emblema della Repubblica italiana.

Chiara Milianti: «Bianco la nostra fede – legge –, rosso l’amore, verde la speranza la nostra bandiera...».

Un filo d’emozione nella voce, ma nessun dubbio dalla forza delle parole di Guendalina e Ginevra Venanti, con Giulia Vivarelli sull’importanza per tutti, sempre di questa festa della Liberazione.

Da Francesco Martellacci, una poesia inventata «... dalle urla di persone innocenti, il diritto alla libertà».

Ricordi sussurrati dai nonni – in tempo di guerra poco più che bambini – del passaggio del fronte, dei tedeschi e dei giapponesi-americani. E il Circolo Culturale “Emilio Agostini” che mette a disposizione tutto il materiale documentale raccolto negli anni.

«Unico modo per tenere viva e salda la memoria di quanti non hanno visto – sottolinea il sindaco Alessandro Scalzini –. Coinvolgere i ragazzi, perché comprendano e condividano l’orrore di chi ha sofferto e vissuto quel tempo che non è poi così lontano». –



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