Il Tirreno

Taciti rinnovi anti Bolkestein, esultano gli ambulanti elbani

Ilaria Leonelli
Un banco del mercato settimanale (foto di archivio)
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Un banco del mercato settimanale (foto di archivio)

Le disposizioni della legge regionale illustrate in un incontro con Confesercenti. Il consigliere Anselmi: «Le nuove regole tutelano le persone e il lavoro»

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PORTOFERRAIO. Per i commercianti ambulanti sarà come un piacevole ritorno al passato. Un salto indietro di una decina di anni, quando ancora la Bolkestein non era stata recepita e il rinnovo delle concessioni per l’occupazione del suolo pubblico non era motivo di preoccupazione.

Dopo anni di battaglie, la Toscana è la prima regione a ristabilire il tacito rinnovo delle licenze per tutte quelle attività economiche che si svolgono su area pubblica. Il merito è di un’azione coordinata tra le associazioni di categoria e la Regione che ha portato all’approvazione di una nuova legge in materia di commercio su aree pubbliche. Primo firmatario della legge Gianni Anselmi, presidente della 2ª commissione, che venerdì ha incontrato a Portoferraio gli ambulanti del mercato settimanale per fare chiarezza. L’incontro, voluto da Confesercenti Elba, ha visto la partecipazione anche del responsabile dell’area commercio di Confesercenti Toscana, Gianluca Naldoni, Alessandro Ciapini, direttore Confesercenti Provinciale di Livorno, e il presidente di AnvaIsola d’Elba Alessandro Lucchesi.

«Siamo la prima Regione italiana con la volontà di aprire un percorso e indicare la strada a tutte le altre regioni», ha spiegato il consigliere regionale Anselmi – La nostra legge va a colmare il vuoto normativo nazionale e indica come operare». Esultano i commercianti ambulanti, indeboliti dalla “direttiva servizi”, ora possono risollevare il capo. Ma come siamo arrivati ad oggi?

Spauracchio Bolkestein
Il 23 aprile 2010 il Governo Berlusconi recepisce la direttiva europea 2006/123/CE, conosciuta anche come Direttiva Bolkestein ed è subito guerra. In tutta Italia imprenditori e associazioni di categoria si schierano contro il provvedimento che prevede l’obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali. Fino a quel momento infatti, il rinnovo della licenza avveniva in modo automatico. Di fatto, il risultato delle numerose proteste è una legge mai stata applicata, rinviata di anno in anno attraverso continue proroghe. L’ultima scadrà il 31 dicembre 2020.

Ambulanti salvati
Il decreto Milleproroghe nel luglio del 2017 interviene graziando ancora gli ambulanti: le concessioni in scadenza sono prorogate fino a fine 2018. Ora a salvare la categoria ci pensa il Governo. Con l’approvazione della legge di bilancio 2019 l’applicazione della Bolkestein è rinviata di 15 anni e tutte le attività itineranti sono escluse dalla norma secondo cui la concessione «non può essere rinnovata automaticamente né possono essere accordati vantaggi al prestatore uscente». Bene, ma non basta. La legge non fornisce le indicazioni su come rinnovare le licenze in scadenza, lasciando le Regioni nel limbo.

Nuove disposizioni
Il punto centrale della norma è senz’altro il tacito rinnovo delle concessioni per 12 anni a partire dal 1 gennaio 2021. Unica condizione è che l’impresa sia iscritta al registro della Camera di Commercio e sia attiva. «Questa legge tutela le persone, il loro lavoro e le famiglie – ha dichiarato Anselmi durante l’incontro – inoltre punta a riqualificare i mercati dando certezze alle aziende che riacquistano potere di investimento».

Priorità giovani

Tra gli altri punti revisionati, spazio ai giovani: per quanto riguarda i criteri di assegnazione dei posti vacanti è stata concessa la possibilità ai Comuni di assegnarli prioritariamente a imprenditori under 35. Rivista anche la materia sanzionatoria: il vecchio regolamento prevedeva la decadenza delle concessioni anche nel caso di lievi violazioni; adesso, la concessione decade solo dopo 180 giorni di mancata regolarizzazione. L’ostacolo adesso è l’ipotesi di impugnazione della legge da parte del governo. «Hanno 60 giorni di tempo per un eventuale ricorso – commenta il consigliere regionale Anselmi – ma dopo l’esclusione della categoria degli ambulanti dalla Bolkestein, sarebbe un vero controsenso».

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