Il Tirreno

battaglia legale sull’approdo turistico 

San Giovanni, il Tar condanna il Comune

San Giovanni, il Tar condanna il Comune

I giudici amministrativi accolgono i ricorsi della cooperativa L’ente obbligato a riavviare l’approvazione del piano

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PORTOFERRAIO. Il Comune di Portoferraio dovrà rinnovare il procedimento di approvazione del piano portuale dell’approdo turistico di San Giovanni, muovendo però dalle fasi successive all’adozione del piano e, dunque, senza dover ripartire daccapo. Non solo. L’amministrazione comunale è stata condannata a pagare le spese pari a 4mila euro più Iva. Sono i dettagli dell’ennesima sentenza negativa incassata dal Comune di Portoferraio sulla questione del porto turistico di San Giovanni. Il tribunale amministrativo regionale, con una sentenza depositata lo scorso 15 aprile, ha accolto il ricorso presentato dalla cooperativa Marina di San Giovanni contro il Comune di Portoferraio e nei confronti della società Esaom Cesa. Sul piatto uno dei due progetti chiave per la riqualificazione del fronte mare di Portoferraio.

Il caso

Nel 2010 il Comune di Portoferraio ha ratificato l’accordo di pianificazione e la variante al piano strutturale con la quale si confermavano le previsioni del master plan regionale: 700 posti barca al Porto Cantieri, 350 a San Giovanni. Nel 2011 la giunta, allora guidata dal sindaco Peria, ha adottato il piano regolatore portuale, ma nel 2012, in sede di approvazione del piano portuale, ha stralciato le previsioni relative all’approdo di San Giovanni, «rinviandone la redazione – si legge nella sentenza del Tar – a un successivo piano regolatore portuale» e ha introdotto delle norme transitorie secondo cui, a San Giovanni, sarebbero stati ammissibili «solo interventi di riorganizzazione dell’esistente punto di ormeggio, con l’installazione di pontili». Marina di San Giovanni ha ingaggiato una battaglia legale che si è conclusa in primo grado nel 2017, con la sentenza del Tar che, di fatto, ha annullato la delibera di approvazione nel punto in cui si rinviava la redazione delle previsioni su San Giovanni.

La cooperativa Marina di San Giovanni ha chiesto dunque al Comune di riavviare l’iter di pianificazione. Invano. Per questo è stato ancora una volta il Tar, nel settembre del 2018, a imporre al Comune l’avvio del procedimento di approvazione del piano portuale entro 30 giorni e la sua conclusione nei successivi otto mesi. Ma anche in questo caso l’amministrazione comunale si è messa di traverso, ritenendo necessario, per delle modifiche a delle normative di riferimento, ripartire daccapo con il percorso, mandando a monte anche gli atti che hanno portato all’adozione del piano portuale.

La sentenza

Ancora una volta il tribunale amministrativo della Toscana non ha accolto i rilievi mossi dal Comune di Portoferraio e ha dato nuovamente ragione a Marina di San Giovanni.

«Appare assai singolare – si legge nella sentenza del Tar – che il Comune di Portoferraio abbia ritenuto che l’adeguamento al Pit debba comportare la revisione del regolamento urbanistico ma anche del piano strutturale che contiene le “invarianti” di cui gli aspetti paesaggistici sono parte integrante». Per questo motivo il Tar ha accolto i ricorsi e impone nuovamente all’amministrazione comunale di avviare e concludere quanto prima la pianificazione dell’approdo turistico di San Giovanni. —

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