Il Tirreno

La storia di Lamine e del suo progetto per costruire strumenti didattici

Claudia Guarino
La storia di Lamine e del suo progetto per costruire strumenti didattici

Una laurea in matematica e un passato da insegnante in Senegal, ora il sogno di realizzare giochi per favorire l’apprendimento è realtà  

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L’IDEA

Tempo fa era solito scrutare tra i banchi del mercato, sperando di trovare qualcosa di adatto per aiutare sua figlia ad apprendere la matematica. Un gioco, magari. O qualcosa che potesse rendere le regole dei numeri più semplici da imparare. Niente, però, sembrava adatto allo scopo perciò, a quel punto, ha preso una decisione: avrebbe costruito gli strumenti didattici di cui aveva bisogno. Il sogno ha preso la forma di un’idea, che si è trasformata in un vero e proprio progetto. Questa storia inizia vent’anni fa in Senegal e prosegue oggi, tra Venturina e Piombino, nel contesto del circolo interculturale Samarcanda.

Il protagonista è Mouhamadou Lamine Diouf: 55 anni, una laurea in matematica e un passato da insegnante. «Volevo aiutare mia figlia di due anni a impararee la matematica e, per questo, ho iniziato a creare giochi didattici – racconta Lamine – La maestra rimase sbalordita dagli strumenti che usavo e mi chiese di costruirne altri per i bambini dell’asilo. A quel punto, per capire le necessità dei piccoli alunni, ho iniziato una specie di inchiesta all’interno delle scuole, concentrandomi soprattutto sulla matematica e progettando alcuni oggetti in grado di sviluppare le capacità dei bambini».

La volontà di realizzare il suo progetto era diventata un’idea fissa per Lamine. «Ma in Senegal non riuscivo ad andare avanti, perciò ho deciso di partire. Sono stato per un periodo in Francia, prima di trasferirmi a Milano, dove lavoravo come magazziniere. Poi sono venuto a Piombino. Ho proposto il mio progetto a Samarcanda e l’associazione mi ha seguito nella sua realizzazione».

Lamine ha progettato 17 giochi didattici incentrati sull’apprendimento della matematica. I giochi sono costruiti a Venturina, all’interno di una struttura, munita dei macchinari adatti, messa a disposizione da un’azienda locale. L’assemblaggio degli strumentiinvece, avviene all’interno di alcuni locali al Cotone. «La produzione sta procedendo – dice Lamine – Uno dei giochi che stiamo creando ha lo scopo di aiutare i bambini a comprendere le nozioni di zero e numero negativo, che spesso i più piccoli hanno difficoltà a far propri. Una volta realizzati i modelli, il materiale sarà trasferito in Senegal, dove proseguirà la realizzazione del progetto. Alcuni giochi saranno presentati in Italia. Sono fiero, ma non ce l’avrei mai fatta senza l’aiuto che ho ricevuto».

Per Lamine la strada è stata lunga, ma la meta, una volta appena percepibile oltre l’orizzonte, è diventata più vicina. «Samarcanda ha creduto in questo progetto e l’ha sostenuto – dice Renata Nardi, referente dell’associazione – Creare scambi e opportunità nell’ottica di un’interculturalità d’insieme è uno degli scopi del nostro circolo e il programma di Lamine abbraccia in pieno la visione di Samarcanda».

Il progetto di Lamine, presentato tramite Samarcanda, ha ottenuto 18mila euro di finanziamenti regionali previsti dal bando Cosviluppo 2018 ed è stato realizzato in collaborazione con Arci Toscana, Anci Toscana, Cesvot, Cospe, Euroafrican partnership, Boureaucrats without borders, Fondazione finanza etica, Università di Pisa, associazioni Asdej e Acese. —

Claudia Guarino

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