Gioco
Gravi offese in rete a Ticciati, scambi di accuse tra i politici
L’autore: «Volevo solo fare satira». Tempestini: «Gente senza argomenti» Ferrari: «Una battuta ignobile, ma no alla solidarietà a intermittenza»
PIOMBINO. «Comunque il Pd è sempre stato coerente alla sua linea, lo sguardo un po’ a sinistra e un po’ a destra». È’ questo il post pubblicato su Facebook sopra alla foto della candidata sindaco di Campiglia, Alberta Ticciati, che ha un lieve strabismo in relazione a un grave incidente che da piccola l’ha privata della vista da un occhio. A scriverlo Andrea Paone, un giovane venturinese che ora vive a Roma. Sotto al post alcuni “mi piace” e commenti cresciuti di numero fin quando l’autore non l’ha rimosso, convinto a farlo dalla reazione immediata di mezza Val di Cornia, non solo della politica. «Sono un comico – spiega al Tirreno – Faccio satira e non volevo offendere Ticciati, di cui fra l’altro non conoscevo il problema fisico. Il mio riferimento era al Pd, poi tutto è stato strumentalizzato. Comunque le ho fatto le scuse e lei le ha accettate. Mai avrei pensato che sarebbe successo questo casino».
Paone alle precedenti amministrative era candidato in consiglio con “Comune dei cittadini” («ma ero lì solo per completare la lista», spiega lui), poi confluito nel “Gruppo 2019”, e questo ha subito dato il via alla polemica politica. Ticciati ha pubblicato alcune righe (con più di 500 like) sostenendo che «la bassezza delle vostre battute si commenta da sola, ancor di più quella di chi ha messo like, cuori e sorrisoni. È grazie alle persone come voi che esistono le discriminazioni e persone che si vergognano di se stesse. Non io. Io vado a testa alta, voi siete quelli che dovreste vergognarvi. Auguri e che la vita vi regali soltanto gioie, perché evidentemente il dolore e la sofferenza non sapete che cosa siano se vi permettete di ironizzare su cose così intime e personali».
Ticciati ha ricevuto messaggi di solidarietà da parte di tutto il mondo della politica locale, tra cui quelli degli avversati nella corsa a sindaco di Campiglia, Nicola Bertini, e Giovanni Marconi. Bertini ha definito il post su Ticciati «allucinante. L’ho condannato appena ne ho avuto notizia, detto questo non è accettabile che l’ex deputata Silvia Velo strumentalizzi la vicenda per danneggiare il Gruppo 2019 che nulla c’entra e che anzi si è distinto da subito nello stigmatizzare quanto avvenuto».
Velo aveva scritto che «chi ha messo like e commenti fa riferimento alla lista Gruppo2019. Da quelle parti ci sono persone che non solo si dicono di sinistra, ma che hanno fatto la storia della sinistra del nostro territorio. A loro dico: guardatevi allo specchio e provate vergogna perché siete non solo complici ma artefici della deriva fascista che sta infestando la nostra società».
Anna Tempestini, candidata a sindaco a Piombino per il centrosinistra ha espresso subito solidarietà a Ticciati, «vittima di offese meschine e infami. Questa è la politica di quelli che senza argomenti prendono di mira il candidato di turno, perché si pensa che chi ha responsabilità pubblica sia necessariamente da mettere alla gogna, specie se donna, perché qualcosa avrà fatto, perché qualcosa probabilmente farà, perché tanto “quelli sono tutti corrotti” e allora giù con accuse e offese di ogni genere. Questa non è la campagna elettorale che noi vogliamo e questa non è la politica che la Val di Cornia merita».
Ai messaggi di solidarietà a Ticciati si associa «incondizionatamente» Francesco Ferrari, candidato a sindaco del centrodestra a Piombino, che parla di «ignobile e irripetibile battuta girata su facebook», sostenendo che «mettersi in gioco nella politica locale sia dimostrazione di senso di responsabilità e amore per la propria terra».
Il problema per Ferrari è che «la solidarietà non può essere a luce intermittente. Quella che ha espresso Tempestini, invece, lo è: non abbiamo infatti mai letto una benché minima presa di posizione contro gli attacchi personali mossi al dottor Mario Atzeni, resosi responsabile solo di aver evidenziato un suo timore per la questione salute a Piombino, peraltro confermato da dati scientifici. Non abbiamo letto alcuna solidarietà nei confronti di Giuliano Parodi o di Carla Bezzini o di Riccardo Gelichi, pesantemente attaccati sotto il profilo personale, non politico. Nessuna ritrattazione da parte di chi ha illegittimamente (eh sì, non lo si può fare) pubblicato su facebook un sms inviatogli da Parodi (il riferimento è a Gianni Anselmi, ndr) che altro non era che una sorta di buona fortuna, facendolo invece goffamente passare come commistione con il potere. Nessuna presa di distanza da chi, oggi candidato nelle liste di chi ha sempre governato questa città, incita alla violenza, offende, minaccia. Nessuna parola per chi riconduce la coalizione di Ferrari al fascismo, auspicando che i suoi appartenenti siano presto messi a testa in giù. Crediamo che non siano questi – conclude Ferrari – i valori democratici che il Paese si accinge a ricordare il 25 aprile, festa nazionale di tutti e non di alcuni». –
CLOZ
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