Il Tirreno

l’iniziativa 

Piantiamola insieme Il vigneto di Aleatico dentro al carcere creato dall’Agrario

Manolo Morandini
Piantiamola insieme Il vigneto di Aleatico dentro al carcere creato dall’Agrario

Il progetto dell’Istituto Cerboni con gli studenti reclusi L’impresa didattica guarda oltre l’anno scolastico 

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È un luogo di incontro, tra scuola, carcere e aziende del territorio, il vigneto messo a dimora nei terreni del penitenziario di Porto Azzurro. In uno spicchio di terra dallo scorso settembre si è scelto di coltivare Aleatico.

È stato realizzato mantenendo i sesti di impianto e le forme di allevamento della tradizionale viticoltura elbana il vigneto del progetto “Piantiamola insieme”. L’impresa didattica è promossa dal partenariato tra l’Istituto tecnico commerciale e per geometri Giuseppe Cerboni di Portoferraio, l’agenzia Centro formazione per albergatori e turismo Srl con il sostegno della casa di reclusione Pasquale de Santis di Porto Azzurro.

Ha preso le mosse con il suono della prima campanella a settembre 2018 il progetto. Da molto tempo la preside dell’Itgc Cerboni Maria Grazia Battaglini insieme a Francesco d’Anselmo, direttore della casa di reclusione di Porto Azzurro, desideravano trovare delle sinergie che potessero accomunare gli studenti dell’Istituto tecnico agrario con le classi degli studenti reclusi, frequentanti lo stesso istituto.

I desideri hanno trovato concretezza nella realizzazione di un’impresa didattica che guarda oltre l’anno scolastico e possa permettere agli studenti di vivere situazioni lavorative capaci di consolidare le loro esperienze professionali.

Così la classe quarta dell’Agrario con il proprio docente di Scienze agrarie Alessandro Petri, che ha nel suo curriculum un’esperienza trentennale sul campo come agronomo di uno dei vigneti del bolgherese più famosi del mondo da cui nascono le uve del Sassicaia, e i professori Flavio Drago, Silvia Gianni, Giulia Spada e Alessio Barrui, docenti di materie agronomiche all’interno del penitenziario, hanno messo a dimora le prime barbatelle di Aleatico.

il progetto

Piantiamola insieme prevede la realizzazione di un vigneto e la trasformazione di uva nel vino liquoroso tipico dell’isola d’Elba. Per favorire questo processo, il progetto si avvale della competenza di viticoltori storici elbani quali Italo Sapere e Antonio Arrighi, che metteranno a disposizione la loro competenza.

All’interno del penitenziario sono presenti cinque ettari di terreno agricolo destinato principalmente a colture orticole, un oliveto con circa duecento piante e un frutteto al quale ora si aggiunge il nuovo impianto di Aleatico.

Dalla vite al vino

Un percorso didattico che richiama aspetti simbolici. Nella tradizione ebraica come in quella greca la vite è l’albero della conoscenza. E poiché secondo il mito la vite è Dioniso o il Bacco dei romani chissà che nello scegliere un nome da dare al loro Aleatico gli studenti non siano tentati a fare riferimento a uno dei tanti nomi del dio, ovvero Libero.

Il progetto Piantiamola insieme oltre alla coltivazione di Aleatico prevede la creazione di un laboratorio per misurazioni e trasformazioni. Prima di mettere a dimora le barbatelle la classe 4ª dell’Agrario e gli studenti reclusi la formazione ha coinvolto i docenti investiti del compito di dare gambe all’impresa didattica. In ciascuna delle due classi si sono tenute cinque ore di lezione di orientamento propedeutico. Mentre il pacchetto più consistente prevede 150 ore di formazione in impresa didattica, realizzate in co-docenza tra insegnanti dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri Giuseppe Cerboni ed esperti esterni, altre duecento ore di mentoring in cui ad insegnare sono stati esperti esterni e 100 ore di tutoring in cui gli studenti sono stati seguiti dai docenti dell’Istituto.

un luogo d’incontro

Un luogo di incontro tra scuola e aziende del territorio, per formare le figure tecniche idonee alle esigenze delle imprese. Piantiamola insieme è di fatto un’impresa formativa simulata, con contenuti innovativi, quali l’inclusione fattiva e di reali pari opportunità per un reinserimento sociale degli studenti reclusi che indirizzi anche verso concrete prospettive di lavoro. Tutto sarà orientato a mantenere innovazione nella tradizione attraverso colture eco sostenibili e progettazione ecocompatibile di processi e prodotti, nell’ottica dell’economia circolare. E questo grazie anche alla presenza ed al sostegno di aziende agrarie e alimentari del territorio. —





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