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tragedia sul lavoro 

Confermate tre condanne per la morte di Rossi

Confermate tre condanne per la morte di Rossi

L’operaio fu ucciso nel 2006 in un infortunio al Tve, la Cassazione ha respinto i ricorsi di Placidi, Faenzi e Lancini

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PIOMBINO. La Cassazione ha respinto i ricorsi presentati da tre condannati per la morte di Luca Rossi.

L’operaio Lucchini fu ucciso da un infortunio il 3 dicembre del 2006, travolto da un carrello elevatore in uso alla ditta Trailer nel capannone del Tve.

La sentenza, resa nota in questi giorni, ha ribadito il giudizio del marzo 2017 della Corte d’Appello di Firenze che, pur riducendo le pene applicate in origine, aveva a sua volta confermato le condanne per omicidio colposo inflitte dal Tribunale di Livorno a Giuseppe Lancini (Trailer), Luigino Placidi (responsabile del servizio di prevenzione e protezione Lucchini)e Luca Faenzi (caporeparto).

Per la quarta sezione penale la sentenza della Corte fiorentina non presenta nessuno dei vizi denunciati dai ricorrenti. Ribadita, quindi, la condanna ad un anno e 4 mesi per Lancini, a sei mesi ciascuno per gli altri due. Faenzi, in particolare, è stato accusato di non aver favorito fra Lucchini e Trailer un coordinamento in grado di escludere rischi legati alla movimentazione dei rotoli di vergella. Quella che i legali chiamano Corte di legittimità ha ritenuto fossero state correttamente individuate anche le responsabilità di Placidi. Non avrebbe segnalato al datore di lavoro i rischi e le criticità presenti in un’area caratterizzata da interferenze pericolose tra persone e mezzi.

Confermate anche le responsabilità di Lancini della Trailer che non aveva fornito deleghe ad altri, tali da escludere il suo coinvolgimento nella gestione della sicurezza. In particolare per evitare i rischi dovuti al traffico di uomini e mezzi dentro al capannone. Soprattutto gli è stata addebitata la responsabilità di non aver adottato gli accorgimenti atti ad evitare il pericolo di investimento dei pedoni, generato dalla scarsa visibilità del conducente a causa della struttura del veicolo .

Anche per la Cassazione, la distrazione in cui sarebbe incorsa la vittima non esclude le responsabilità degli accusati, dato che la presenza dei carrelli non costituiva un evento insolito, ma si inseriva in una prassi sostanzialmente non contrastata con la delimitazione di percorsi sicuri.

Le condanne si aggiungono a quelle che ormai diversi anni fa avevano patteggiato altri tre accusati: il conducente del carrello elevatore, il preposto di Trailer in servizio il giorno dell’incidente e il dirigente dell’unità produttiva di Piombino di Trailer.

Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese legali mentre i familiari di Rossi, assistiti dagli avvocati Fabrizio Callaioli e Paolo Bassano, erano già stati risarciti integralmente. —

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