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Salta la stagione, restano i sequestri in attesa della nuova legge regionale
Dalla Costa Etrusca è partito l’invito di aziende e associazioni alla Regione a rivedere le norme Da Firenze arriva l’impegno a farsi carico del problema
piombino. Un’estate dal tempo sospeso. Le premesse ci sono tutte per le aziende che nella Costa Etrusca si ritrovano nell’impossibilità di utilizzare le tende glamping attrezzate per l’agricampeggio. Il nodo sta nella zona grigia della legge regionale. Si ottiene l’autorizzazione all’installazione ma per chi controlla quelle opere sono in violazione delle norme: strutture permanenti quando invece dovrebbero avere il carattere della precarietà.
L’appello lanciato alla Regione, con la sponda di Cia e Coldiretti, spunta l’impegno a un intervento legislativo ad hoc. tempi che mal si conciliano con l’urgenza. L’ultimo provvedimento di sequestro nella campagna di Riotorto, il 18 aprile sono stati messi i sigilli alle 8 tende dell’agricampeggio Vento Etrusco.
È una storia che coinvolge diverse realtà agrituristiche locali e non solo, a causa delle interpretazioni non univoche della legge regionale 30 del 2003. A Piombino, a maggio 2018, i sigilli sono stati messi alle 17 strutture della tenuta Poggio Rosso a Populonia stazione, nonostante l’autorizzazione rilasciata dal Comune e le verifiche della Regione. Altri sequestri sono stati effettuati a San Vincenzo e Castagneto. «Nei mesi scorsi il sindaco ha partecipato a diverse riunioni in Regione, organizzate anche da Anci, per sollecitare una modifica della legge che possa chiarire i termini senza dar luogo a questo tipo di problematiche – dicono da via Ferruccio –. Alla base del lavoro che l’amministrazione comunale, di concerto con gli altri Comuni e con la Regione sta portando avanti, c’è la ferma convinzione che questo settore rappresenti una risorsa importante in termini di qualità del turismo. Si parla inoltre di imprenditori seri che hanno investito nelle loro aziende creando un valore aggiunto per il territorio. Per questo è urgente e fondamentale arrivare a una veloce revisione della legge».
A dare il polso è il presidente della commissione regionale Agricoltura Gianni Anselmi. «La situazione di incertezza cui è da tempo consegnato il settore del turismo all’aria aperta nelle aziende agricole richiede un intervento legislativo da parte della Regione perché siano dati agli operatori che integrano il reddito agricolo con forme di ospitalità preallestita di facile rimozione (glamping, case mobili), ma anche agli organi deputati al controllo riferimenti oggettivi entro i quali agire. Da tempo mi sono fatto promotore come presidente della 2ª commissione, attraverso un confronto con le parti politiche e tecniche degli assessorati all’Agricoltura e all’Urbanistica, di un progetto di legge che definisca meglio di quanto oggi avviene i limiti, le tipologie e le modalità entro i quali l’agricampeggio debba essere svolto in Toscana avendo cura degli aspetti urbanistico-paesaggistici e ambientali anche attraverso un coinvolgimento attivo dei Comuni nella scelta degli ambiti rurali destinabili a tale attività». Che conclude: «Qualora non si arrivi in tempi ragionevoli all’attivazione del procedimento legislativo in sede di giunta mi farò titolare di una iniziativa di legge in merito assicurando un celere iter in commissione e auspicando un largo consenso nel consiglio». —
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