Gioco
Sigilli alle 8 tende di Vento Etrusco, stagione a rischio all’agricamping
La proprietà: «L’intervento è stato autorizzato dal Comune. Ci abbiamo investito i nostri risparmi»
Sigilli a otto tende. Arrivano di buon mattino i carabinieri forestali all’ingresso dell’agricampeggio Vento Etrusco. Campagna di Riotorto, in località Fossaccia, a due passi dal parco costiero della Sterpaia. È qui che va in scena il nuovo capitolo di una storia che da mesi inchioda più di un’impresa agricola della Costa Etrusca. I proprietari, come negli altri casi, hanno in mano l’autorizzazione rilasciata dal Comune di Piombino. Ma non basta. Per chi controlla quelle opere sono in violazione delle norme: strutture permanenti quando invece dovrebbero avere il carattere della precarietà. E così scatta il sequestro penale. «Se c’è un’incomprensione che si faccia chiarezza nella legge regionale. Non abbiamo neppure potuto iniziare la stagione che ci troviamo nella condizione di dover restituire le caparre delle prenotazioni». A tracciare il quadro è Luciano Fiordi (nella foto in basso) che coadiuva la moglie nella conduzione dell’azienda agricola.
La coppia arriva dal pratese. «Abbiamo avuto la residenza a luglio dello scorso anno e il 13 agosto il permesso per realizzare l’agricampeggio – dice Fiordi –. La nostra azienda agricola è stata tirata su dal niente. Dieci ettari di cui quattro in cui abbiamo impiantato 1.050 olivi. Un frutteto di un ettaro, una carciofaia. L’area destinata all’agricampeggio è di 2 ettari». I sigilli interessano solo le otto tende Safari, 50 metri quadrati per 5 posti letto con angolo cottura, salottino, due camere oltre al bagno e un’ampia veranda. Tra i servizi: tv, aria condizionata e wi-fi. Il provvedimento ha risparmiato le 8 piazzole attrezzate per camper, roulotte e tende. I servizi e il locale per la degustazione dei prodotti dell’azienda. «Nel 2018 avevamo avuto un sopralluogo dei carabinieri forestali della stazione di Venturina e non avevano mosso nessun rilievo – afferma Fiordi –. Circa un mese fa sono tornati con i colleghi di Livorno e hanno fatto un verbale riportando quello che hanno trovato nell’area. Questa volta si sono presentati per mettere i sigilli». Che aggiunge: «Abbiamo investito i nostri risparmi e preso un mutuo per dare corpo all’azienda. Ci sentiamo trattati peggio dei banditi, così non sappiamo più come andare avanti e oltretutto dovremo affrontare anche delle spese legali».
Vento Etrusco è solo l’ultimo caso. A Piombino, a maggio 2018, i sigilli sono stati messi alle 17 strutture realizzate nella tenuta Poggio Rosso a Populonia stazione, nonostante l’autorizzazione rilasciata dal Comune e le verifiche della Regione. Per proseguire a San Vincenzo nell’autunno negli agriturismi Costa Etrusca e Le Rondini. Fino al sequestro di marzo a Castagneto, dove I Pianetti si sono visti bloccare l’attività a regime da alcuni anni. –
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