Quelle estati al Paradisino Il mare dal tempo sospeso
Nell’ex stabilimento balneare Solvay Camerini ambienta il suo nuovo romanzo Un libro corale a cui si accompagnano le testimonianze di sanvincenzini e turisti
L’eco del mare e delle estati dal tempo sospeso. La magia della scoperta. Le avventure e il fascino di uno spazio che non c’è più. C’è tutto questo e molto altro nel secondo libro di Fabio Camerini sul Paradisino, lo stabilimento balneare pensato in origine dalla Solvay per la ricreazione dei suoi dipendenti. Un’isola felice che ha visto l’infanzia, l’adolescenza e la maturità di tanti sanvincenzini, ma anche di molti turisti. Il risultato è una favola corale costruita attraverso trentadue testimonianze di chi ha avuto modo di frequentare quel luogo. S’intitola “Paradisino – sogni per vivere” ed è corredato da 75 fotografie e 32 disegni a colori del pittore Daniele Govi.
Dopo il libro “Il Paradisino– una storia tra pubblico e privato” Camerini, sanvincenzino, classe 1951, insegnante di scienze matematiche in pensione, un passato attivo in politica nell’amministrazione comunale di San Vincenzo, torna a scrivere senza allontanarsi da quello che è il suo luogo dell’anima. Nel primo le riflessioni dell’autore si uniscono alla ricostruzione delle vicende politico-amministrative per documentare l’attuale trasformazione di quello spazio. Mentre questa volta è la cornice fantastica e immaginifica per l’avventura di un bambino di 12 anni che varca nel 2119 i cancelli del Paradisino ed esplora il parco nella fisionomia che nel frattempo avrebbe acquisito. Dal viale che percorre inoltrandosi, vede villette ai due lati. Poi arriva a un grande ristorante e dalla terrazza si rende conto che sul mare è stato costruito un molo di cemento per l’attracco di barche di grandi dimensioni. Insomma, una fisionomia moderna e impersonale che si scontra con quanto scoprirà in un piccolo locale di legno, con l’improbabile insegna “Museo”. Dentro trova i documenti che gli parlano di oltre un secolo prima, quando il Paradisino era al massimo del suo splendore. E lì trova anche i testi che danno voce ai vari autori delle testimonianze.
Trentadue voci, compreso quella di Camerini, che raccontano storie divertenti, commoventi e talvolta struggenti, che «rende indifferente il dato cronologico e fa diventare simili non solo le esperienze dei coetanei, ma anche quelle di generazioni diverse”, sottolinea il semiologo Giovanni Manetti nella sua prefazione. Mentre la giornalista Maria Antonietta Schiavina nella sua prefazione afferma: «Ci si interroga spesso dove nasca il senso di una comunità. Certamente il collante è costituito da valori, sentimenti, ambizioni, speranze comuni. Ma perché queste potenti forze trovino l’amalgama, occorre un luogo, uno spazio fisico, un centro di gravità. Ecco, il Paradisino per molti anni ha rappresentato tutto questo». A impreziosire l’opera c’è anche un contributo dell’attrice Laura Ephrikian, di cui pubblichiamo a lato uno stralcio.
La presentazione del libro, curata dal Circolo culturale Sciarada, è in agenda per sabato 20 aprile alle ore 16 nella cornice del Teatro Verdi a San Vincenzo. Saranno presenti oltre all’autore, Giovanni Manetti, Maria Antonietta Schiavina, Daniele Govi, Laura Ephrikian. A fare da sottofondo musicale saranno le note di alcuni elementi della Filarmonica Giuseppe Verdi di San Vincenzo. Al termine della presentazione sarà proiettato un filmato curato da Leonardo Filaroni contenente video e foto sulla storia del Paradisino. —
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