Sicurezza
Partner internazionali per l’Istituto di biologia
PIOMBINO. Incassa l’interesse dello svizzero Hellenic Centre for Marine Research (Hcmr) e dell’Università di Atene il progetto di studi di impatto ambientale nei porti di Livorno, Napoli, Olbia, La Spezia e Bastia messo a punto l’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino. E c’è la possibilità che vi aderisca anche dell’Università di Istanbul. A confermarlo al direttore dell’istituto piombinese Roberto Bedini in un colloquio telefonico è la ricercatrice dell’Hcmr Maria Antonietta Pancucci Papadopoulou. Il tutto a margine dell’incontro preliminare in cui si sono verificate le condizioni per l’ammissione a un bando europeo che potrebbe finanziarlo.
Si è tenuta nella sala consiliare del Comune di Piombino l’8 aprile, alla presenza del sindaco Massimo Giuliani e dell’assessore alla Pubblica istruzione Margherita Di Giorgi, la riunione preliminare per la presentazione del progetto. Alla riunione erano presenti Francesco Aliberti dell’Università Federico II di Napoli, Luigi Piazzi dell’Università di Sassari oltre a rappresentanti delle Autorità portuali interessate dal progetto.
Nella riunione si è stabilito di studiare la qualità delle acque e dei sedimenti portuali, oltre a fauna e flora, con le metodologie innovative elaborate dall’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino e dal Cnr di Bologna.
Il riscontro della considerazione nazionale e internazionale del livello scientifico raggiunto dall’Ibem di Piombino lo si è avuto anche a novembre 2018 in occasione della a conferenza “Blue economy: una sfida globale. Isole minori e dissalatori: opportunità e rischi. Il diritto ad acque potabili di qualità nel rispetto degli ecosistemi marini”, che si è tenuta a Roma in una sala del Senato. In questa cornice sono state illustrate le metodologie di indagine ambientale marina messe a punto dall’Istituto piombinese. Alla conferenza tra gli altri il presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio, il presidente della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e direttore del dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università politecnica delle Marche Roberto Danovaro e il professor Aliberti. —
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