Il Tirreno

guardia di finanza 

Merce non sicura sugli scaffali sequestrati più di 8mila prodotti tra Piombino e San Vincenzo

M.M.

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piombino. Merce non sicura, oltre 8.000 oggetti sequestrati dalla Guardia di finanza. Un lungo elenco: accessori per l’abbigliamento, giocattoli, articoli di cancelleria e bigiotteria. C’è un po’ di tutto nel materiale che le fiamme gialle hanno trovato sugli scaffali di due negozi, uno a Piombino e l’altro a San Vincenzo.

La contestazione della Guardia di finanza riguarda la mancanza delle etichette che attestano la conformità dei prodotti agli standard di sicurezza europei.

Il sequestro più rilevante è stato messo a segno nel negozio di Piombino. In tutto 8.000 pezzi fuori legge sono stati tolti dagli scaffali di un esercizio commerciale di proprietà e gestito da una persona di nazionalità tunisina.

A San Vincenzo la lente della Guardia di finanza si è fermata su un esercizio commerciale gestito da un’italiana, ma con sede legale fuori dai confini della Toscana. Qui sono stati sottoposti a sequestro amministrativo una quarantina di pezzi tra bigiotteria e accessori d’abbigliamento tutti privi dell’etichettatura a norma.

In entrambi i casi si tratta di violazioni di carattere amministrativo. La merce sottoposta a sequestro non avendo i requisiti per la messa in vendita sarà avviata alla distruzione. Gli esercenti rischiano in base a quanto stabilito dal Codice del consumo sanzioni fino a 1.032 euro.

Il rispetto delle regole anche in campo economico è una delle condizioni fondamentali che tutelano da un lato l’interesse di quelle imprese che producono e vendono rispettando le normative tecniche di sicurezza, dall’altro i consumatori i cui prodotti stessi sono destinati. Lo prevede il cosiddetto Codice del consumo, il decreto legislativo numero 206 del 2005, che raccoglie tutta la normativa a tutela dei consumatori, per la sicurezza degli stessi. I prodotti immessi in commercio e sequestrati potevano rappresentare un rischio per la sicurezza e la salute dell’ignaro acquirente. —

M.M.

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