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sanità 

Viaggi per la radioterapia, confermata la navetta

Valeria Parrini
Viaggi per la radioterapia, confermata la navetta

La sperimentazione, con la compartecipazione alle spese per tre euro a seduta, ha dato risultati positivi e la Società della salute lavora al bando per stabilizzarla

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PIOMBINO. La fase sperimentale terminerà a fine mese. I risultati sono giudicati soddisfacenti e la direzione della Società della salute Valli Etrusche passerà alla stabilizzazione del servizio. Parliamo del trasporto a Livorno dei pazienti oncologici autosufficienti che devono sottoporsi a radioterapia.

Dopo che il Tirreno aveva sollevato ripetutamente il problema del pagamento del viaggio che i malati erano costretti ad affrontare per sottoporsi ad una cura salvavita (quella sì, gratuita)- spese che superavano anche i duemila euro per un ciclo di radio di media durata - cinque mesi fa la Società della salute Valli etrusche aveva sottoscritto un accordo con le associazioni del trasporto sanitario. Per Piombino, Pubblica assistenza, Croce rossa e Misericordia. Era stata fissata una compartecipazione dei pazienti alle spese, quantificata in tre euro a viaggio. Rispetto ai 65 iniziali girati alle associazioni, una differenza marcata, in parte coperta dal contributo dei Comuni coinvolti.

«La sperimentazione ha dato esiti buoni. La navetta viene utilizzata pienamente. Quindi, stiamo preparando una nuova procedura di evidenza pubblica per riassegnare il servizio stabilizzandolo con le stesse modalità e gli stessi costi per i prossimi tre anni», afferma Donatella Pagliacci, direttice della Società della salute.

Qualche dubbio sulle adesioni c’era per i collegamenti dall’area di Cecina a causa della vicinanza con Livorno che avrebbe potuto indurre ad utilizzare mezzi propri o pubblici. In realtà anche per questa zona Pagliacci parla di riscontri significativi.

Da qualche tempo, però, e per altri mesi, i malati della Val di Cornia e della Val di Cecina non dovranno raggiungere più l’ospedale livornese ma quello di Grosseto nel primo caso, di Lucca nel secondo.

Il motivo sta nell’installazione in corso nel bunker di via Alfieri, di un nuovo acceleratore lineare, l’apparecchio utilizzato per irradiare i tumori con fasci di elettroni e fotoni. Una macchina di ultima generazione.

La procedura è lunga e delicata. Al momento, quindi, a Livorno funziona soltanto uno dei due macchinari in dotazione, gemello di quello in fase di installazione.

La situazione ha costretto ad ampliare l’orario del reparto, estendendolo anche al tardo pomeriggio e alla sera fino alle 23. E, appunto, a convogliare i malati del resto della provincia sugli altri due ospedali toscani.

Per le nuove destinazioni, le condizioni economiche sono le stesse. Tre euro a viaggio e nessun costo con un Isee sotto gli 8 mila euro.

Va ricordato che, sempre in fatto di trasporto dei pazienti oncologici bisognosi della radio, aveva dato risultati positivi il lavoro di squadra messo in campo dalle associazioni Sempre Donna e Pubblica assistenza con il contributo della fondazione Susan G.Komen Italia. —

Valeria Parrini

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