Il Tirreno

"FACCIA A FACCIA"

Con Pulvio Lepri mezzo secolo di fotografia nelle fabbriche

di Cecilia Cecchi
Particolare di uno degli scatti nell’acciaieria a Piombino presenti nel libro di Pulvio Lepri che sarà presentato il 18 aprile
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Particolare di uno degli scatti nell’acciaieria a Piombino presenti nel libro di Pulvio Lepri che sarà presentato il 18 aprile

Il 18 aprile (dalle 17) presentazione al Castello insieme alle videointerviste di Stefano Fontana

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PIOMBINO. «Grazie all’amico Mauro Parra che mi ha spinto a questa ricerca e selezione, dopo una vita d’immagini con al centro sempre il lavoro in fabbrica...». Filo d’emozione nella voce di Pulvio Lepri mentre lascia sfogliare in anteprima il libro che domani presenterà al Castello: “Pulvio Lepri, mezzo secolo di fotografia industriale” (progetto grafico Sara Parra, edizioni saradecals).


Dalla camera oscura, alla macchina fotografica, prima col maestro Lando Civilini poi da solo. Con Lepri si scoprono oltre all’Ilva (in tutte le varianti fino a Lucchini), pure Magona, Montecatini miniere, Larderello, Solvay, “Terni Acciai Speciali”, l’autostrada ligure toscana in costruzione come la strada ferrata Bari Taranto.
Storia nella storia, dunque la presentazione durante l’appuntamento conclusivo della mostra “Faccia a faccia”  il 18 aprile al Castello di Piombino (dalle 17); progetto di Fondazione Dalmine in collaborazione con l'Archivio storico, che ha permesso di ricostruire una parte fondamentale della memoria non solo industriale della città.

E nell'occasione  sarà presentato il video di Stefano Fontana con le interviste a una decina di persone “protagoniste” delle foto in mostra, nell'ottobre 2018, in Sant'Antimo sopra i Canali .

«Davvero grazie per l’opportunità – sottolinea Lepri – Tutto può servire per comprendere meglio il periodo, la nostra vita di allora. Con Civilini ero “ragazzo di bottega” fin da quando ho finito il triennio dell’istituto tecnico in Cittadella. Da fine anni Sessanta, scomparso Civilini che mi ha insegnato tutto, ho continuato grazie all’aiuto di mia moglie Angela. Sì ho “raccontato” iniziative, feste di famiglia – sottolinea – ma le immagini fotografiche e cinematografiche nei più grandi stabilimenti italiani restano anche per me indimenticabili».

Dopo 57 anni di scatti Pulvio Lepri ha detto basta, con l’avvento del digitale, nel 2002: con ormai a disposizione un archivio sconfinato, patrimonio per tutti. –

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