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Cuochi e camerieri sono merce rara e i locali si scoprono in difficoltà

Claudia Guarino
Cuochi e camerieri sono merce rara e i locali si scoprono in difficoltà

Piombino, scarsa professionalità, formazione che latita, ma anche contratti “capestro”. A questo si aggiunge l’impiego breve che non incoraggia chi sta cercando lavoro

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piombino. La stagione mette alla prova. Tre mesi di lavoro intenso che, quando va bene, possono arrivare fino a sei. Ritmi serrati e testa china, per mettersi alla prova in un’occupazione che duri almeno il tempo di un’estate e per avere, finalmente, uno stipendio dopo mesi di stop. Domanda e offerta. C’è chi il lavoro lo cerca e chi, invece, lo mette a disposizione, ma non sempre le esigenze delle parti convergono. E se, ad esempio, i ristoratori chiedono più professionalità e maggior impegno, ci sono anche casi in cui le condizioni messe sul piatto non sono proprio soddisfacenti.. Il ragionamento da fare, insomma, è complesso e torna alla luce ogni qual volta l’estate bussa alle porte di un territorio, il nostro, che dalla stagione turistica trae ciclicamente linfa vitale e occupazionale.

Il 7 marzo a Piombino c’è stata la borsa mercato lavoro nel turismo, manifestazione alla quale hanno partecipato 25 aziende. «Quest’anno abbiamo chiesto ai candidati di registrarsi indicando anche il proprio codice fiscale. In questo modo sarà più facile capire quanti contratti verranno effettivamente firmati», dice Federico Pieragnoli, presidente dell’Ente bilaterale turismo toscano. All’evento del 7 marzo hanno partecipato 400 persone, le quali, curriculum alla mano, hanno sostenuto un primo colloquio conoscitivo con i titolari delle imprese. Per avere dei dati certi sul numero di contratti sottoscritti occorrerà del tempo, ma c’è chi, già in quell’occasione, sottolineò come fosse arduo trovare la risorsa adatta per la propria impresa.

I più difficili da reperire risultavano cuochi, aiuto cuochi e pizzaioli. «Non riusciamo a trovare figure professionali adatte o giovani che abbiano voglia di mettersi alla prova – dice Fabio, uno dei titolari del ristorante i Tretruschi, a Baratti, che alla borsa mercato cercava un aiuto cuoco –. Mancano le persone e ci troviamo in difficoltà».

Alla borsa mercato c’era anche Valeria, ristorante Canessa di Baratti, che la pensa in maniera molto simile. «Purtroppo facciamo fatica a trovare cuochi e aiuto cuochi qualificati – sottolinea – E, di anno in anno, la situazione di certo non migliora». «Nel nostro mondo gli orari sono interminabili, si lavora anche nei festivi e durante il fine settimana e questo tante volte scoraggia chi cerca lavoro – aggiunge Simone, titolare della Taverna dei Boncompagni, a Piombino –. Un altro problema, secondo me, è legato ai programmi tv che hanno come protagonisti gli chef. Sono trasmissioni che hanno trasformato il lavoro del cuoco in uno show d’impatto, ma questo mestiere deve essere appreso pian piano, tappa dopo tappa».

Ci sono ristoratori, insomma, che hanno difficoltà nel reperire personale. In generale i motivi possono essere tanti. «Bisogna considerare, ad esempio, che gli impieghi offerti spesso prevedono contratti a termine – dice Davide, titolare della Rocchetta, a Piombino –. Anche per questo è difficile trovare persone qualificate. Poi, secondo me, servirebbero più corsi di formazione volti all’insegnamento del mestiere». Mancanza di professionalità e scarsità d’impegno possono essere elementi alla base della carenza di candidature, d’altra parte si verificano anche casi in cui le condizioni offerte non soddisfano chi cerca lavoro. «Assistiamo, ad esempio, a un proliferare di contratti cosiddetti pirata che non rispettano le normative», afferma Pieralba Fraddanni, segretaria di Filcams Cgil provincia di Livorno. Il tema, insomma, è complesso e ha varie sfaccettature. C’è anche chi, d’altra parte, ha ricevuto parecchie candidature per i posti stagionali che ha messo a disposizione. «Noi abbiamo avuto tante adesioni – dicono le titolari del ristorante La lega navale, a Piombino –. Credevamo che avremmo avuto problemi a trovare pizzaioli, invece ci è andata bene. Adesso ci manca un cameriere professionista». —

Claudia Guarino

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