Il dolore
La Cosimo rivuole dal Comune 508mila euro
Notificato il maxi decreto ingiuntivo a cui l’amministrazione intende opporsi: il cortocircuito istituzionale finisce in tribunale
PORTOFERRAIO. Ora è ufficiale. La questione dei debiti della società Cosimo de’ Medici di Portoferraio è finita in tribunale. Si è consumato in questi giorni l’ennesimo capitolo paradossale di un rapporto tormentato. Ebbene, la società partecipata che gestisce i siti museali, gli impianti sportivi e la darsena medicea di Portoferraio, ha notificato tramite il proprio legale un decreto ingiuntivo a carico del Comune di Portoferraio, l’ente che detiene il 100% delle quote della società.
La notifica del decreto ingiuntivo risale alla metà di marzo e ha carattere di provvisoria esecutività (deve essere liquidato prima dei 40 giorni canonici): con l’atto giudiziario la società intende riavere in tempi rapidi, dunque, il credito che vanta nei confronti del Comune di Portoferraio, ovvero 508mila euro che, secondo quanto riferito dagli uffici della partecipata, sarebbero in piccola parte (30mila euro) relativi al periodo della giunta Ageno, 400mila euro (periodo giunta Peria), mentre il resto sarebbe riferito a delle nuove fatture per dei lavori di manutenzione compiuti durante l’amministrazione Ferrari.
Il rientro delle somme era stato pianificato dalla giunta con una delibera del marzo 2018 con la quale si intendeva azzerare le vecchie e le nuove partite debitorie. Ma l’accordo non è mai stato portato a compimento, tanto che la partecipata è tornata a bussare alla porta del Comune di Portoferraio con un decreto ingiuntivo a cui, tuttavia, l’amministrazione intende opporsi. Con una delibera approvata dalla giunta lo scorso 8 aprile, infatti, il Comune prende atto del decreto ingiuntivo della Cosimo de’ Medici e dà mandato al dirigente di incaricare un legale per la difesa dell’ente.
Insomma, mentre in città si pensa soprattutto alla campagna elettorale, si riaccende lo scontro tra la società partecipata e il Comune, che aveva raggiunto il picco massimo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Il sindaco Mario Ferrari aveva espresso pubblicamente la volontàdi sostituire il consiglio di amministrazione della partecipata (Vittorio Campidoglio, Monica Lottini e Carlo Burchielli) e di nominare un nuovo amministratore unico, non nascondendo dei dubbi sulla gestione amministrativa e finanziaria dell’ente. Il cda, tuttavia, non si è fatto da parte e a distanza è rimasto in carica, con la polemica narcotizzata dai primi scampoli di campagna elettorale
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