Il Tirreno

italo sapere (comitato del no) 

«Sul dissalatore di Mola avevamo ragione noi Ora lo hanno capito»

L.C.
«Sul dissalatore di Mola avevamo ragione noi Ora lo hanno capito»

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CAPOLIVERI. «Ci sono voluti più di due anni per far capire alle amministrazioni locali che le nostre ragioni erano ben fondate nel dire no all’ipotesi di realizzare un dissalatore a Mola. Alla fine ha prevalso la ragione». Con una punta di soddisfazione Italo Sapere, presidente del comitato locale istituitosi contro l’ipotesi del “no” all’impianto, così commenta il voto unanime dei consiglieri del Comune di Capoliveri riunitosi in assemblea straordinaria per discutere un solo punto all’ordine del giorno, appunto il progetto di realizzare un impianto di dissalazione dell’acqua marina.

«In tutti noi non ci può essere soltanto che contentezza per aver constatato l’accettazione e la condivisione delle nostre tesi anche da parte dei pubblici amministratori». Adesso davvero il cammino di realizzare il primo dissalatore sulla maggiore isola della Toscana, progetto sostenuto dall’Autorità idrica della Toscana (Ait), si complica ulteriormente e diventa difficoltoso andare a realizzarlo. Almeno a Mola.

«Non dimentichiamoci - sottolinea ancora Sapere - che la struttura andrebbe a insistere su un territorio attiguo alla zona umida di Mola». E proprio su questo argomento Sapere preme: «Il caso ha voluto – dice - che proprio stamani siamo venuti a conoscenza del fatto che la Commissione europea, Direzione generale Ambiente, ha reso noto di aver aperto una procedura di indagine Eu Pilot 6730/14/Envi, diretta ad accertare se esista in Italia una prassi di sistematica violazione dell'articolo 6 della direttiva “Habitat”, a causa di svariati progetti realizzati in assenza di adeguata procedura di valutazione di incidenza ambientale (V.Inc.A.) in aree rientranti in siti di importanza comunitaria (S.i.c.) e zone di protezione speciali (Z.p.s.)». E la località di Mola rientra in questa casistica. «Tutto questo lo dicevamo da quando siamo venuti a conoscenza del progetto dissalatore. In parole povere la zona del progetto è contigua alla zona umida di Mola (zona protetta) e per il principio di precauzione, anche nelle zone contigue deve essere fatto una valutazione di incidenza per accertare la totale mancanza di effetti negativi sulla zona umida. Questo studio non è mai stato fatto. La Regione – conclude Sapere - si era limitata a fornire alcune mitigazioni e compensazioni nel caso di danno ambientale». —

L.C.

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