Sicurezza
Sinibaldi si sente pronto «La Dakar è alle spalle»
Il pilota piombinese con il navigatore Vallini pronto a sfrecciare sulle strade di casa «Sarà una corsa bellissima». Presto un libro su una carriera al top che ha interrotto
Dalle dune della Dakar alle curve da incubo di Sassetta. Stefano Sinibaldi, 50 anni e una passione da ventenne, non fa differenze. Sabato sarà sulla partenza di corso Italia ancora una volta, dopo aver sfiorato il podio lo scorso anno (con il suo amico-navigatore Paolo Vallini arrivarono quarti) per il Rally della Val di Cornia e delle Colline Metallifere alla guida di una Peugeot 207-S 2000 di Mm Motosport. Sinibaldi è personaggio estroso ma razionale, adora i motori anche se per due volte alla Dakar ha dovuto abbandonare quasi subito per guasti alla macchina e la delusione è stata tanta. Ma lui, il pilota, lo poteva fare davvero, e anzi lo ha fatto. Nel ’99 Stefano era navigatore ufficiale della Fiat, ha corso diverse gare del campionato mondiale Rally, è stato anche direttore sportivo per una scuderia. Sembrava che davanti a sé avesse spalancata quella carriera che aveva sognato fin da ragazzino. Poi invece è arrivato a un bivio. «Poi nacque Giovanni, mio figlio, e dovetti scegliere. Con una famiglia non potevo continuare a girare sui circuiti di tutto il mondo. Ho smesso con il professionismo, anche se ho continuato a fare gare importanti, e nel 2011 ho avuto la soddisfazione di vincere il campionato italiano di rally su asfalto come pilota. In tutto ho corso circa 200 gare - aggiunge - ma ora il tempo è poco, sono molto impegnato nel lavoro e mi cimento in quello che posso ma spesso senza preparazione». Stefano è odontotecnico e gestisce con la compagna Simona il noto locale di Venturina “Mezzo chilometro”. Una vita comunque sempre di corsa, e anche con qualche giustificabile rimpianto: «Sto scrivendo un libro sulla mia carriera iniziata e non proseguita. Ovviamente è un libro non del tutto autobiografico ma un po’ romanzato, però credo che a proposito di rimpianti, aldilà che la mia vita sia lo stesso piena di soddisfazioni, qualcosa si capisca».
Dal passato al presente. Sinibaldi appare motivato dalla gara di quest’anno, che tra l’altro è salita nella graduatoria a gara nazionale. «Sarà un bellissimo rally. Essendo da quest’anno nazionale cambierà la potenza delle auto, ma anche il percorso che tra l’altro sarà circa il doppio rispetto allo scorso anno. Poi credo sia indovinatissima la prova in notturna nella zona portuale di Piombino, una bella vetrina per la città visto che fino alla passata edizione si partiva e si arrivava in corso Italia ma non c’erano prove speciali. Di sicuro sarà più competitiva e più impegnativa, e questo è uno stimolo ulteriore per fare bene e divertirsi».
Insomma, Stefano ci tiene a fare bella figura sulle strade di casa, e come dargli torto, anche se il Perù è ancora dietro l’angolo e le emozioni riaffiorano: «Credo che ci riproverò, quest’anno in Perù siamo stati davvero sfortunati, l’auto si è guastata irrimediabilmente nella prima prova, che era tutta nel deserto. Sfortuna, però le emozioni di vivere quel mondo, di confrontarsi con piloti di moltissimi Paesi, il fascino e il calore della popolazione locale, e poi visitare zone che altrimenti, essendo così selvagge, insomma, non di certo turistiche, sono tutti elementi che rendono unica quella gara». Ora testa alla Val di Cornia. Sinibaldi e Vallini scaldano i motori. —
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