La manifestazione
Il confronto voluto dal Comitato salute si riduce a processo per Pd e Tempestini
Presenti i candidati sindaci di Piombino e di Campiglia Raffica di accuse (anche dal pubblico) e qualche proposta
piombino. Tredici proposte ai candidati a sindaco e due punti fermi: no all’ampliamento della discarica e sì all’utilizzo degli spazi autorizzati per operazioni legate alle bonifiche. Quella organizzata la sera di martedì dal Comitato salute pubblica Piombino-Val di Cornia al centro Giovani De André è stata un’assemblea partecipata e caratterizzata da toni che a tratti si sono rivelati piuttosto accesi, con vari botta e risposta che hanno coinvolto anche il pubblico. All’iniziativa hanno partecipato, prendendo parola, i candidati a sindaco dei Comuni di Piombino e Campiglia Marittima. C’erano, dunque, Anna Tempestini (Pd e lista Futuro a sinistra per Piombino) Francesco Ferrari (lista Ferrari sindaco, Lega, Forza Italia-Udc, Fratelli d’Italia, Ascolta Piombino, Lavoro&Ambiente), Daniele Pasquinelli (M5S), Fabrizio Callaioli (Rifondazione comunista), Stefano Ferrini (Spirito Libero) e i candidati di Campiglia Nicola Bertini (Gruppo 2019) e Giovanni Marconi (lista Marconi). Assente invece la candidata di Pd e Psi Alberta Ticciati, che ha poi affermato di «non aver ricevuto alcun invito e di non essere stata a conoscenza dell’incontro. Altrimenti avrei garantito la mia presenza». L’argomento principe al centro della serata è stato uno: la discarica di Ischia di Crociano. Ricondurre l’area sotto il controllo pubblico, far partire le bonifiche e pretendere che siano sospesi i conferimenti fino a quando la discarica non sarà messa a norma: ecco alcune delle idee presentate ai candidati a sindaco dal Comitato. Quest’ultimo, tra le altre cose, ritiene inoltre che si debba evitare l’ampliamento della discarica, facendo sì che sia rispettato il criterio, «stabilito dalla legge», della distanza minima di 500 metri tra essa e il centro abitato (Montegemoli e, eventualmente, Colmata). Nel clima acceso del Centro giovani Pasquinelli, Ferrari, Callaioli, Ferrini e Bertini hanno presentato posizioni sostanzialmente in linea con molte delle idee espresse dal Comitato, il quale ha d’altra parte ribadito la sua intenzione di non voler offrire alcuna indicazione di voto. Se per Ferrari, ad esempio, «la gestione della discarica sarebbe dovuta rimanere pubblica», per Pasquinelli «bisogna trovare, insieme agli altri Comuni, le risorse necessarie per riprendersi la proprietà. E possiamo anche fermare il progetto di ampliamento». Callaioli ha detto che «Rimateria deve smettere di ricevere rifiuti speciali provenienti da altre zone» e Ferrini ha sostenuto la necessità di «far sì che la discarica sia ridimensionata in base alle esigenze del territorio». Piuttosto chiara anche la posizione di Bertini, che ha affermato: «La privatizzazione c’è stata per risanare un debito, mentre rimangono cumuli sparsi. Di chi è la responsabilità di tutto ciò?». «La discarica deve essere regolarizzata» anche secondo Marconi, il quale ha aggiunto: «Ricordiamoci che la situazione attuale l’ha voluta il Pd». Per quest’ultimo partito all’assemblea c’era la candidata Tempestini, spesso contestata nella sua esposizione. «La vendita di Rimateria è stata decisa all’unanimità dai Comuni della Val di Cornia – ha detto –. In passato ci sono stati errori, ma ora dobbiamo affrontare questa situazione rispettando anche i lavoratori. Credo comunque che Rimateria debba essere messa al servizio delle bonifiche e di un progetto industriale serio». Una densa serata insomma, quella organizzata dal Comitato salute pubblica, che ha gravitato intorno a un tema da tempo molto sentito e recentemente al centro della campagna elettorale. —
Claudia Guarino
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