Nasce un progetto innovativo per lo studio delle acque portuali
Sarà presentato oggi in sala consiliare dal direttore Roberto Bedini, per i finanziamenti si punta all’accesso ai fondi dell’Unione europea
PIOMBINO. C’è un progetto che, con una metodologia del tutto innovativa, mette insieme competenze diverse e di diverse realtà per indirizzarle sullo studio della qualità delle acque nelle aree portuali e limitrofe.
Lo ha messo a punto l’Istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino. Sarà presentato oggi alle 15, col patrocinio del Comune, in sala consiliare.
Sarà un incontro preliminare in cui si verificheranno le condizioni per l’ammissione ad un bando europeo che potrebbe finanziarlo.
La novità, si diceva, sta nella metodologia. Il dubbio sull’attendibilità di metodi usati in precedenza era venuto al direttore dell’Istituto piombinese, Roberto Bedini, diversi anni fa. «Durante una ricerca confrontai la qualità delle acque dei porti di Piombino, Porto Santo Stefano e Portoferraio. Nonostante gli stabilimenti fossero in funzione, il nostro risultò quello nelle condizioni migliori. E non tornava. Da qui - prosegue Bedini - la decisione di fare una ricerca ulteriore, in accordo con l’Istituto di scienze marine del Cnr di Bologna».
E così è stato. Punto di partenza un verme dal nome complicato (Sipinculide) che vive nei porti, incastrato nelle strutture sommerse. E non si muove da lì. Filtra acqua e, a differenza dei mitili, trattiene tracce di ciò che ingerisce. Un ottimo biomarker, che Bedini fece analizzare dai colleghi dell’università di Camerino.
«Gli esiti ribaltarono i precedenti e Piombino risultò lo scalo peggiore. Questo confermò i miei dubbi spingendomi ad andare avanti», prosegue il biologo.
Il progetto include l’impiego, tra gli altri strumenti, dei droni del Cnr di Bologna, con cui l’istituto è convenzionato, e particolari attrezzature che prelevano il sedimento ed eseguono le analisi chimiche. Da aggiungere i campionamenti eseguiti dai biologi in immersione, riprese video, foto e passaggi uteriori.
Se dopo la riunione di oggi i soggetti coinvolti nel progetto confermeranno l’interesse, si passerà alla richiesta di ammissione al bando europeo per i finanziamenti. Al momento Piombino non rientra tra i porti esaminati. Il progetto prenderebbe in esame Livorno, La Spezia, Bastia, Olbia e Napoli. —
V.P.
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