Sicurezza
Erosione della costa, è allarme per i ritardi del cantiere
san vincenzo. Quando all’inizio di febbraio è spuntato il casotto in piazza Gramsci della Osfe di Giuseppe Rossi Snc di Ceramile (Cs) sembrava cosa fatta. Alla ditta fa capo l’intervento di protezione della costa sulle scogliere a sud di San Vincenzo. Poi tutto si è fermato. Fino alla mattina del 25 febbraio quando da via capraia è apparso un escavatore dell’impresa calabrese per sbarcare in spiaggia. Qui ha preso forma l’area dove vengono stoccati i massi che via mare saranno trasferiti nella zona della barriera soffolta. E di massi c’è già un primo stock. Ma in mare dove si deve lavorare per venti giorni in tutto queste settimane non si è fatto niente. E l’attesa sta alimentando le preoccupazioni dei balneari e dell’amministrazione comunale.
Due le date che possono dare la misura del rischio di restare a metà del guado. Il 18 aprile stando al contratto d’appalto si dovrebbero concludere i lavori. Mettendoci i giorni di maltempo che valgono come proroga non si arriva alla fine di aprile. La tensione è palpabile. «Monitoriamo quotidianamente la situazione chiedendo conto alla ditta e al direttore dei lavori», dice l’assessore all’Ambiente Antonio Russo. Che aggiunge: «Dovremo mettere in conto un ritardo rispetto alla fine del cantiere, ma sono certo che il lavoro sarà fatto. Il pontone noleggiato dalla ditta per operare in mare è pronto per venire a San Vincenzo da Formia, ma non credo che per le condizioni marine potrà partire prima di sabato».
Incertezze sull’operazione alimentate anche dalle sabbie per il ripascimento. «Il materiale è stato trovato dalla ditta in una cava di Montalto di Castro e attualmente è all’esame dell’Università di Firenze per le analisi chimiche e fisiche». Insomma, dato per certo un ritardo l’amministrazione comunale confida di chiudere i lavori sforando oltre la Pasqua.
Il 1º lotto dei lavori previsti dal progetto messo a punto dall’ingegnere Maurizio Verzoni dello studio Prima ingegneria di Livorno si propone di rimediare ai problemi nel tratto del litorale a sud del porto turistico. Acqua torbida, sedimenti dell’escavo dei fondali del porto che hanno colonizzato la riva e la spiaggia sommersa, rendendola a tratti impraticabili, ed erosione nella parte centrale della cella. La previsione è di 20 giorni di lavoro in mare, che tenendo conto delle possibili giornate di maltempo sul calendario significa qualcosa di più. Dall’accosto a ridosso della diga di sopraflutto del porto il pontone della Osfe, che dovrebbe attraccare a San Vincenzo la prossima settimana, prenderà i massi necessari all’intervento sulla barriera sommersa a sud del porto. La barriera sommersa verrà rimessa in sagoma allargandola fino a raggiungere la larghezza di 30 metri alla sommità immersa alla profondità di –1 metro, con il tratto iniziale a nord per circa 30 metri a quota –1, 50 metri per favorire un ricircolo dell’acqua. Inoltre, è previsto il ripascimento di sabbia, circa 7. 000 metri cubi, di granulometria più grande di quella in loco, che dovrebbero garantire una maggiore resistenza all’azione erosiva. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
