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Pratella, l’acqua potabile è un miraggio per i poderi

G.P.
Pratella, l’acqua potabile è un miraggio per i poderi

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Monteverdi. Il “caso Pratella” si avvia a soluzione, probabilmente non quella sognata dai protagonisti-utenti, ma un punto fermo, questo sì – da cui ripartire in un prossimo futuro – è stato individuato. Invitati dal sindaco, i proprietari dei poderi della Piana di Pratella e l’Asa si sono ritrovati attorno a un tavolo in municipio: i primi, ascoltate le spiegazioni dei tecnici dell’ente idrico, con realismo ne hanno accettato le proposte. Così riassumibili: tutti avranno l’acqua agricola (non potabile) dopo aver sottoscritto un contratto che garantisce la continuità del servizio, mentre i consumi saranno a contatore, secondo le tariffe fissate per legge, inoltre ogni utente dovrà sobbarcarsi le spese di allaccio alla conduttura principale.

Queste le condizioni dell’Asa: chi non le sottoscrive, non avrà l’acqua, dovrà arrangiarsi se dispone di un pozzo privato o caricare i depositi con le autobotti. Tutti contenti? No, il sogno era l’acqua potabile, ma il realismo ha suggerito ai presenti, con una sola eccezione, di accettare la proposta messa sul tavolo dall’Asa. Che, rappresentata nella circostanza da Antonio Gigliotti e da Diego Carli, ha dato atto al sindaco Carlo Giannoni dell’impegno messo in campo per arrivare a un risultato concreto con la realizzazione dell’acquedotto del Cornia, l’opera pubblica da poco ultimata, che potenzia la rete idrica di Monteverdi e garantisce la soluzione-Asa per Pratella.

In questa zona all’estremo sud del territorio comunale da anni un piccolo acquedotto alimentato dai pozzi sul Cornia, località Ponte di Legno, pesca acqua ricca di Boro, non potabile e distribuita come acqua agricola ai poderi. A questa rete si è agganciato il nuovo acquedotto che con una tubazione lunga circa 10 chilometri alimenta il serbatoio sul poggio sopra Monteverdi, dove viene mescolata con l’acqua buona delle vecchie fonti in misura tale (2,2 litri/secondo) che ai rubinetti delle case arriva una miscela potabile e a norma. L’operazione di aggancio ha suscitato scontento nei poderi di Pratella. «Si spendono soldi di tutti – protestarono – per migliorare il servizio in paese, noi continuiamo a non avere l’acqua potabile, e siamo nel terzo millennio!». Risposta del comune confortato da Asa: comprendiamo la protesta, ma per la soluzione del problema servirebbe un “tubo di ritorno” di alcuni chilometri, dalla rete comunale esistente fino a Pratella, non finanziabile al momento. La soluzione è affidata a una nuova tecnologia di filtraggio del Boro ai pozzi del Cornia, però non ancora inventata. Il sogno dell’acqua potabile a Pratella continua. — G.P.



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