I tour operator «Un danno enorme, già venduti pacchetti con visita alle Ville»
Le agenzie: «Perché non sono stati presi provvedimenti?» La Lega: «Comune e Regione sono i maggiori responsabili»
PORTOFERRAIO. Un danno d’immagine enorme. Non solo. Ma anche a livello commerciale per mancata fruibilità di un servizio non onorato. Le guide turistiche elbane mirano al sodo. E sollevano il problema derivato dall’entrata in vigore dal Primo aprile dell’orario delle visite al museo nazionale napoleonico di San Martino, a sei chilometri circa da Portoferraio. Fanno da sponda alle guide turistiche le agenzie che gestiscono l’arrivo stagionale delle crociere a Portoferraio.
«Un vero autogol l’apertura del museo nazionale per mezza giornata». E’ il commento di Roberto Biasci, consigliere regionale della Lega. Che puntualizza: «È necessario e urgente che tutte le parti in causa trovino una soluzione alla problematica che non deve essere minimamente trascurata. L’amministrazione comunale e la Regione non possono fare “orecchio da mercante” e sarebbe utile interloquire pure col ministero competente per evitare questo disservizio».
Come si sa infatti la “residenza di campagna” dell’Imperatore osserverà per tutta la primavera e la prossima estate il seguente programma: chiusura settimanale il lunedì e poi martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 8,30 alle 13 e chiusura il pomeriggio. Invece il mercoledì e il venerdì la chiusura avverrà la mattina, mentre l’apertura sarà dalle 14 alle 18. Orario a singhiozzo che non è stato affatto digerito da chi, con le visite ai musei napoleonici, ci lavora.
«Siamo venute a conoscenza della nuova situazione – esordisce Marta Giordani, la portavoce delle guide elbane – solo quattro giorni fa. Siamo rimaste basite. Si vendono pacchetti della visita a San Martino da un anno all’altro. Due anni prima si stampano i programmi e le brochure da inviare ai tour operator. Avremo da affrontare turisti che hanno già pagato l’ingresso in villa e invece troveranno cancelli sbarrati. Un disagio enorme che va a ripercuotersi sull’anello più debole della catena, cioè su di noi che dobbiamo gestire una protesta sempre più montante».
I turisti che sbarcano all’Elba hanno già preso visione del programma. Sanno già a priori in quali località dell’Isola saranno accompagnati, quando non addirittura ci sono persone che proprio per conoscere i siti che hanno visto in esilio Napoleone decidono di partecipare alla gita sull’Elba. «I visitatori di gite sociali – continua sempre la guida decana – hanno tempi ristretti: si va dalle quattro o dalle sei ore di permanenza sull’Isola. Per cui non c’è margine di manovra. A differenza invece del turista che risiede per alcuni giorni, per cui se capita nel momento in cui San Martino è chiuso, può sempre riprovare in un altro momento. Si badi bene: non sono solo italiani, ma tedeschi, svizzeri, francesi e anche inglesi. Una bella propaganda stiamo facendo alla nostra isola. Una bella figura in Italia e all’Estero». «Ma non si sapeva già prima del pensionamento di quattro custodi e di un trasferimento – si chiede Marco Casaroli, titolare dell’agenzia Tesi cui fa capo il maggior numero di navi da crociera –? Perché non si sono presi provvedimenti per evitare simili scenari?».
«Il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego – continua – e al Ministero non può giustificare tale andazzo. E’ assurdo che un museo nazionale chiuda per mancanza di custodi. Lo trovo inverosimile. E mi stupisce anche il silenzio assordante delle pubbliche amministrazioni e in primis della Gat che dovrebbe erigersi a paladine degli interessi isolani. Il danno d’immagine che ne deriva – conclude Marco Casaroli – è enorme». —
Luigi Cignoni
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