Gioco
Tavolo regionale sulla filiera del pomodoro da industria
Dal prezzo in campo ai costi di produzione, fino all’ipotesi di contratti pluriennali Il tema affrontato nell’incontro del sindacato Fai Cisl con il governatore Rossi
venturina. Prezzo del prodotto, contratti pluriennali e creazione di un distretto toscano. Costi di produzione, accordi di filiera e finanziamenti veicolati dalla Regione. Il tutto con un unico cuore: il pomodoro da industria. Ecco i temi al centro del dibattito organizzato il 2 aprile da Fai Cisl Livorno, federazione agricola alimentare, nella saletta comunale La Pira di Venturina Terme.
All’incontro hanno preso parte il governatore Enrico Rossi, l’assessore regionale Marco Remaschi, l’Ad di Italian Food Pasquale Petti, il direttore di Confagricoltura Livorno-Pisa-Grosseto Paolo Rossi, il presidente Coldiretti Livorno Simone Ferri Graziani, il presidente Cia Livorno Pierpaolo Pasquini, il presidente Consorzio di bonifica 5 Toscana costa Giancarlo Vallesi, i rappresentanti di Cisl e la sindaca di Campiglia Marittima Rossana Soffritti.
L’evento è stato un’occasione per riflettere sui problemi che attualmente affliggono il mondo del pomodoro da industria e per cercare un punto di incontro tra agricoltori, industriali e istituzioni. Di fronte alle difficoltà che il comparto sta vivendo, in parte riconducibili secondo gli addetti ai lavori al sistema dei prezzi, Enrico Rossi si è detto disponibile ad aprire un tavolo in Regione per valutare la possibilità di creare un distretto del pomodoro toscano. «L’obiettivo – ha detto il presidente Rossi – è dare impulso alla costruzione di una filiera che porti alla conclusione di contratti con gli agricoltori. L’amministrazione regionale è in tal senso disponibile a lavorare affinché siano assicurate garanzie finanziarie a tutela del processo produttivo e per verificare la possibilità di finanziamenti erogabili al settore».
La creazione di un distretto del pomodoro toscano è stata definita «indispensabile» da Pasquale Petti, secondo il quale «dovrebbe essere previsto un contratto pluriennale che fissi per un certo periodo i prezzi del pomodoro». Petti ha poi sottolineato come un altro obiettivo, in generale, sia quello «di dar vita a una cooperativa alla quale potrebbero associarsi gli agricoltori del territorio».
Simone Ferri Graziani, da parte sua, ha detto che «c’è disponibilità a partecipare al tavolo regionale per la filiera toscana del pomodoro. Serve un distretto e serve un contributo regionale». Su quest’ultimo punto Enrico Rossi ha affermato che la Regione è disponibile a «finanziare un accordo di filiera. La volontà politica c’è, è però necessario che arrivi l’ok dei vari soggetti interessati, i quali saranno invitati al tavolo regionale e la prima riunione sarà convocata al più presto». Remaschi ha concluso affermando che «è necessario raggiungere un punto di equilibrio tra tutti i protagonisti di questa filiera rispetto al prezzo della materia prima, puntando a migliorare sia i processi quantitativi sia quelli qualitativi del prodotto. Pagamenti certi, prezzi in equilibrio, qualità: sono questi i cardini del progetto su cui lavorare». –
Claudia Guarino
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
