Il Tirreno

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Punti blu dati per operativi in estate è la realtà falsata che si scopre leggendo il Bilancio di fine mandato

M.M.

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PIOMBINO. Cerchio rosso. Sui Punti blu l’amministrazione comunale di Piombino non racconta il giusto. Nell’opuscolo dedicato al bilancio di fine mandato, stampato in 17.000 copie e distribuito a tutte le famiglie piombinesi, a pagina 47 si descrive ciò che avrebbe dovuto essere e che a distanza di un anno è ancora lontano da prendere forma.

“Oltre agli stabilimenti balneari già presenti, nel 2018 il Comune ha affidato in gestione i Punti blu dove potrà essere noleggiata tutta l’attrezzatura per l’attività balneare (ombrelloni, lettini, ecc.) . Diventeranno operativi nell’estate 2019”, si legge. Invece, l’unica certezza è un’altra estate senza Punti blu. Nel golfo di Baratti come sulla Costa Est.

Chi aveva fatto un pensiero a crearsi un’occasione di lavoro può mettersi l’animo in pace. E magari lo ha già fatto. Del resto, a dilatare i tempi, più che la legittima richiesta di un cittadino di rivolgersi al giudice amministrativo, ritenendo violati i suoi diritti, c’ha pensato il Comune. È del 29 gennaio dello scorso anno l’avviso pubblico per assegnare 5 Punti blu. Il 30 giugno 2018 dal Comune si annunciava che a breve si sarebbe conclusa l’assegnazione delle aree sulla Costa Est. Lo si faceva in occasione dell’assegnazione delle concessioni sulla spiaggia di Baratti. Ma così non è stato.

A sollevare il caso Marco Zucconi contro l’assegnazione delle due concessioni previste a Baratti. E il giudice amministrativo non ha avuto dubbi: il Comune non ha rispettato i principi della concorrenzialità e nel dispositivo fa riferimento alla giurisprudenza consolidata, citando due sentenze del Consiglio di Stato del 2018. “Annullamento degli atti della procedura a partire dall’avviso pubblico per l’assegnazione dei Punti blu in data 29 gennaio 2018, che dovrà essere rieditato”, si legge nella sentenza numero 215 dell’11 febbraio. Il Comune tiene il punto e presenta ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. La linea a difesa dell’operato degli uffici comunali, con cui si punta a ribaltare la sentenza, poggia sulla conformità ai principi europei della concorrenza con l’applicazione dell’articolo 37 del Codice della navigazione. —

M.M.

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