Il Tirreno

Laura riconoscerà i colori grazie al dono dei compagni

Ilaria Leonelli
Laura riconoscerà i colori grazie al dono dei compagni

Viaggio tra computer, cavi, schede elettroniche e microscopi di Elba Tech dove gli studenti del Foresi stanno realizzando il macchinario per non vedenti

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MARCIANA. «Sapevo che il personale di ElbaTech fosse molto competente e che i miei compagni di scuola fossero in gamba, ma non pensavo che ci riuscissero davvero». Tra l’incredulità e l’emozione c’è anche un pizzico di ironia nelle parole della giovane Laura Paolini. Il suo sorriso così carico di vita e di energia ci ha accolto tra computer, cavi, schede elettroniche e microscopi dei laboratori di ElbaTech, l’azienda elbana specializzata nei campi della biofisica e bioelettronica. È lì, in quello che è un vero nascondiglio delle meraviglie per le menti più tecnologiche, tra il silenzio delle viuzze di Marciana, che è nato il prototipo del dispositivo che segnerà un bel passo avanti verso quello che adesso è il suo desiderio più urgente di Laura, studentessa non vedente: l’autonomia.

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«Quando mi hanno chiamata per dirmi che avrebbero realizzato un meccanismo che mi avrebbe permesso di riconoscere i colori, ho subito pensato che finalmente avrei potuto vestirmi da sola senza rischiare di uscire indossando abbinamenti di colori sbagliati. Forse sembrerà banale, perché il vestirsi è un gesto della quotidianità di ognuno, ma è proprio per questo che per me è importante, perché potrò essere più autonoma e indipendente a partire dalle piccole cose, soprattutto in vista del prossimo anno all’università». Eccolo un altro sogno di Laura che, a differenza di molti suoi diciottenni coetanei, ha già le idee molto chiare su cosa vorrà fare da “grande”.

«Mi iscriverò alla facoltà di giurisprudenza per diventare avvocato penalista – ha raccontato al Tirreno – studiare mi piace molto e grazie a questo progetto potrò affrontare questa sfida, già di per sé impegnativa con un po’ più di tranquillità». Così le due settimane del percorso di alternanza scuola-lavoro hanno trasformato gli studenti dello scientifico dell’istituto Raffaello Foresi, in protagonisti nella realizzazione di una tecnologia all’avanguardia. «Si tratta del prototipo di un meccanismo automatico di riconoscimento dei colori per ipovedenti o non vedenti, come nel caso della nostra amica Laura – hanno spiegato gli ingegneri Marco Sartore e Manuela Adami – Con un primo gruppo di ragazzi abbiamo messo in opera una sorgente di luce collegata ad un computer che grazie ad un sensore, quando tocca una superficie, permette di restituirne il colore che viene trasformato in un codice. Lo step successivo è stato la realizzazione di un software che leggendo il codice fornisce il nome del colore. Con l’altro gruppo di studenti invece abbiamo lavorato ad un sistema che ha permesso di associare ad ogni codice un file audio che, collegato ad un altoparlante, ripete il nome del colore».

Ecco qua, un emettitore e acquisitore di luce, un computer e un altoparlante. Tre apparecchi che presto verranno riuniti in un unico dispositivo, più piccolo, a batterie e soprattutto portatile. «L’importanza di questo lavoro non sta tanto nella novità dell’oggetto in sé – spiega ancora Marco Sartore – infatti già qualche anno fa erano stati realizzati dei prodotti simili, ma furono tolti dal mercato perché eccessivamente costosi. L’unicità e il valore del nostro sta nel fatto che, innanzitutto, grazie alla tecnologia IoT (Internet of Things) speriamo di proporre un dispositivo che sia a basso costo e che quindi permetta di aiutare un più vasto pubblico di persone. Poi, bisogna pensare che l’apparecchio è stato fatto da dei giovanissimi studenti con lo spirito di poter aiutare una loro compagna. Niente potrà essere migliore di questo».

« I ragazzi sono stati splendidi – conferma Manuela – non appena gli abbiamo proposto i progetti a cui potevano lavorare non hanno esitato un secondo a scegliere questo per Laura e hanno mantenuto l’entusiasmo fino alla fine». «Ma quando potrò finalmente utilizzare il dispositivo?». Laura non sta più nella pelle e ripete agli ingegneri una domanda che è più che legittima. Al momento però non è possibile risponderle con certezza perché per perfezionare il congegno serviranno molte più risorse finanziarie. «A breve uscirà un bando per la richiesta di fondi – spiegano gli ingegneri – che saranno necessari per miniaturizzare l’apparecchio, ampliare il range di colori e soprattutto, inserire un algoritmo intelligente che permetterà di riconoscere anche alcune fantasie».

Dunque, non resta che aspettare, ma questa è un’attesa carica di emozione. L’obiettivo è mantenere la promessa fatta a Laura: « Grazie ad ElbaTech per la professionalità e per aver pensato a me – dice la studentessa – grazie agli studenti del Foresi per avermi aiutato e spero che questo progetto abbia aiutato anche loro ad imparare qualcosa di nuovo. Ma soprattutto grazie alla mia famiglia che da sempre mi sostiene e ha lottato per me, e adesso con me gioisce per questo momento importante». —
 
 

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